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MASSIMO LIOFREDI: “L’AQUILA E LA POLITICA AL CONTRARIO. SI NARRA UNA CITTA’ CHE NON ESISTE”

di Massimo Liofredi*

L’AQUILA – A L’Aquila la politica sembra fatta al contrario. Si cerca il consenso, non il servizio. Si riempie una piazza per un video, non una via per 365 giorni l’anno.
La cittĆ  ha bisogno di tre cose semplici: sicurezza, servizi, luoghi di aggregazione. Non solo drink e apericena. Non solo la folla del Corso da postare la sera.
I giovani, e non solo loro, non possono crescere con l’unico ritrovo che sia un bancone. Se l’unica socialitĆ  ĆØ il bicchiere, rischiamo una generazione senza cultura sociale. Senza spazi dove confrontarsi, leggere, discutere, stare insieme senza consumare.
E la cultura a L’Aquila c’è. Ha avuto casa. La Biblioteca Salvatore Tommasi, in centro, ĆØ stata per anni punto di riferimento. Cultura, ritrovo, socialitĆ . Un luogo dove entravi studente e uscivi cittadino. Oggi ĆØ una memoria. Valorizzarla, riportarla al centro della vita cittadina, significherebbe ridare ossigeno a tutto il centro storico.
PerchĆ© il turismo non si fa solo di panini e selfie. Si fa di biblioteche aperte, sale lettura, piccoli teatri di vicolo, spazi dove la gente torna anche d’inverno. ƈ il turismo di livello. Quello che dorme in cittĆ , non solo che attraversa il Corso.
E qui sta il problema: la cultura dovrebbe essere quotidiana. Dovrebbe insediarsi nei vicoli defunti, nelle strade senza vita che guardano da lontano l’unica direttrice calpestata. Quella che va dal quartiere della Villa alla Fontana Luminosa. Il Corso ĆØ bello, vivo, pieno. Facile farci un video.
Più difficile è guardare le vie laterali. Quelle fredde. Quelle senza calore umano dopo le 20. Quelle che aspettano una funzione, non un like.
La differenza ĆØ questa: la politica del cittadino guarda alla consistenza. Alla certezza. Alla vita vissuta dalla mattina al giorno seguente. La politica dell’apparire cerca l’etereo. Il momento, il video, la folla da condividere.
L’Aquila non ha bisogno di apparire cittĆ . Ha bisogno di essere cittĆ . Tutti i giorni, in tutti i vicoli, non solo quando c’è il pubblico e la telecamera accesa.
PerchĆ© una cittĆ  che vive solo di Corso ĆØ una cittĆ  a metĆ . E una generazione che cresce solo di apericena ĆØ una generazione a cui manca il resto. ā€Ž
*Giornalista e opinionista

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