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CANILE ANCORA CHIUSO: FACCIA A FACCIA TRA ANIMALISTI E SINDACO

Canile ancora chiuso, gli animalisti protestano: “I cani tornino a Sulmona”. Ora si chiede conto anche dei 141 animali trasferiti a Collelongo

SULMONA – Hanno sfilato lungo corso Ovidio con i loro cani, esibendo cartelli e striscioni per chiedere la riapertura immediata del canile comunale. Poi hanno raggiunto Palazzo San Francesco dove una delegazione, guidata da Mario Pizzola e Daniela Colaberardino, è stata ricevuta dal sindaco Luca Tirabassi. Ma l’incontro non ha prodotto i risultati sperati e ora il fronte animalista annuncia una nuova fase della protesta che potrebbe approdare direttamente sul tavolo del prefetto dell’Aquila, Vito Cusumano.

Al centro della contestazione c’è la mancata riapertura del canile comunale di Sulmona. Una vicenda che si trascina ormai da anni e che continua ad alimentare interrogativi e polemiche. Gli animalisti sostengono che la struttura sia pronta per tornare operativa e richiamano una determina comunale nella quale viene espressamente previsto che l’affidatario del servizio debba garantire l’attività presso il canile rifugio comunale qualora la struttura torni pienamente operativa entro il 31 dicembre 2026.

Il sindaco incontra gli animalisti

Per il comitato si tratta di un passaggio chiaro che dimostrerebbe come il Comune stia lavorando alla riattivazione dell’impianto. Per questo motivo i volontari hanno chiesto al sindaco di accelerare i tempi e consentire il ritorno dei cani sul territorio comunale.

Dal canto suo Tirabassi ha ribadito che la riapertura non potrà avvenire prima dell’espletamento di una gara pubblica e del completamento di ulteriori verifiche tecniche. Una posizione che ha provocato forte delusione tra i manifestanti, convinti che l’amministrazione stia affrontando la questione con un approccio troppo rigido e poco sensibile rispetto a una problematica che riguarda direttamente il benessere degli animali.

A rendere ancora più delicata la vicenda è un altro aspetto che gli animalisti intendono approfondire. Quando il canile di Sulmona venne chiuso, furono trasferiti nel canile di Collelongo ben 141 cani. Oggi, secondo quanto riferito dai volontari, gli animali riconducibili a quel trasferimento sarebbero rimasti appena una trentina.

Un dato che ha aperto nuovi interrogativi e che alimenta la preoccupazione del comitato. Gli animalisti chiedono infatti di conoscere nel dettaglio quale sia stato il destino degli altri cani. Vogliono sapere quanti siano stati adottati, quanti siano eventualmente deceduti per cause naturali e quali siano stati i percorsi seguiti dagli animali usciti dalla struttura.

Su questo punto annunciano battaglia e chiedono piena trasparenza. La richiesta è quella di ricostruire la storia di ciascun animale trasferito da Sulmona, per verificare che tutte le procedure siano state eseguite correttamente e nel rispetto delle normative sul benessere animale.

La questione, quindi, non riguarda più soltanto la riapertura del canile comunale ma anche la sorte dei 141 cani che negli anni sono stati allontanati dal territorio. Una vicenda che per i volontari merita risposte chiare e documentate.

Nel frattempo il comitato spontaneo si prepara a investire della questione il prefetto Cusumano. Gli animalisti ritengono infatti che non sia più accettabile mantenere chiusa una struttura comunale che, a loro giudizio, dispone ormai delle autorizzazioni e dei requisiti necessari per tornare operativa.

La protesta punta a riportare i cani randagi nel loro territorio e nel loro canile. Ma adesso l’attenzione si concentra anche su quei 141 animali trasferiti a Collelongo anni fa e dei quali, sostengono i manifestanti, la città ha il diritto di conoscere fino in fondo la sorte.

Un commento su “CANILE ANCORA CHIUSO: FACCIA A FACCIA TRA ANIMALISTI E SINDACO

  • il nuovo fronte per la riapertura del canile di Sulmona si è spinta oltre ai documenti e delibere che attestano l’impegno improrogabile dell’amministrazione di riaprire il servizio pubblico IMMEDIATAMENTE, DOPO L’ACCREDITAMENTO DELLA STRUTTURA NEL REGISTRO UFFICIALE DEI RIFUGI D’ABRUZZO.
    Tramite l’ultima querela presentata alla Guardia di Finanza di L’Aquila le risposte da dare sono molteplici a partire dal rapimento dei nostri cani dal canile di Sulmona a quello di Collelongo nel giugno 2 0 2 4.
    a quella data ,125 cani residenti, erano stati posti sotto sequestro dal CITES DI PESCARA dopo 2 bliz nel canile di Sulmona per il
    ritrovamento di medicinali e materiale sanitario SCADUTO!
    MENO GRAVE COMUNQUE, DELLA MORTE DI 2 CANI GIOVANI , DI STENTI, CON VERMI DA INFEZIONI , PROPRIO DURANTE LA VERIFICA DELLE VERE CONDIZIONI DEGLI ANIMALI. Dopo qualche giorno dal sequestro dei cani e dei sigilli all’ingresso
    LA COMARFARM S.R.L.
    DI PINO CORSI GERENTE DEL NOSTRO CANILE, AL DI SOPRA DELLA LEGGE, SENZA AVER AVUTO L’AUTORIZZAZIONE A TOGLIERE E SIGILLI ALL’INGRESSO E DISSEQUESTRARE I CANI, HA POTUTO TRASFERIRE 100 CANI LA NOTTE TRA IL 27 E 28 GIUGNO 2024, SENZA IL CONTROLLO DI NESSUN ORGANO PREPOSTO AL RISPETTO DELLA LEGGE E delle norme previste per il trasferimento!
    ALTRA QUESTIONE SPINOSA È L’IMPOSSIBILITÀ DELLA SOCIETÀ COMAR, ASL N.1, CARABINIERI della forestale , DI POTER TRACCIARE LA FINE O LA DESTINAZIONE DEI 156 CANI CONSEGNATI DAL 2023 A PINO CORSI, SENZA FASCICOLI SANITARI E SCHEDE DI IDENTIFICAZIONE!

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