VERTENZA AURA. VERINI E PADOVANI: “INACCETTABILE UN BANDO CHE SCARICA SUI LAVORATORI IL PREZZO DELLA CRISI”
di Giovacchino D’AnnibaleĀ
L’AQUILA . Ā«Il contenuto dellāavviso pubblicato dal Tribunale civile dellāAquila per la raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzate alla cessione del ramo dāazienda di Aura Srl desta forte preoccupazione. Non ĆØ accettabile che, a fronte di circa 60 lavoratrici e lavoratori attualmente in cassa integrazione, il bando faccia riferimento al riassorbimento di appena 25 dipendenti. Una prospettiva che non può essere considerata una soluzione alla vertenza e che rischia di scaricare sui lavoratori il prezzo della crisi.”
E’ quanto dichiarano Enrico Verini e Gianni Padovani, consiglieri comunali dellāAquila., che aggiungono: “Il primo valore da salvaguardare ĆØ quello del lavoro e delle persone. Non si può immaginare un percorso di rilancio industriale che metta in conto fin dallāinizio lāesclusione di oltre la metĆ dei dipendenti. La tutela occupazionale deve rappresentare il criterio prioritario di qualsiasi operazione di cessione e rilancio dellāazienda. Per questo chiediamo che il bando venga immediatamente modificato, introducendo condizioni che garantiscano il mantenimento del maggior numero possibile dei livelli occupazionali e che impegnino i soggetti interessati a presentare un piano industriale serio e credibile, fondato sulla continuitĆ produttiva e sulla valorizzazione delle professionalitĆ presenti.
Chiediamo inoltre lāimmediata convocazione della Terza Commissione consiliare del Comune dellāAquila per affrontare con urgenza una vertenza che coinvolge decine di famiglie e unāimportante realtĆ produttiva del territorio. Riteniamo indispensabile che vengano convocati e ascoltati tutti i soggetti che hanno concorso alla predisposizione del bando e che sono coinvolti nella procedura, affinchĆ© si faccia piena chiarezza e si individuino soluzioni che abbiano al centro la salvaguardia dellāoccupazioneĀ».
La vertenza Aura non può trasformarsi in una mera operazione economica e patrimoniale. Il futuro di circa sessanta lavoratrici e lavoratori e delle loro famiglie deve rappresentare la prioritĆ assoluta. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire perchĆ© nessuno può ritenere accettabile che più della metĆ dei dipendenti venga lasciata senza prospettive. Il lavoro viene prima di tutto e il bando va corretto immediatamente”.



