SORELLE RITROVATE A FORMIA: PARLA L’ANZIANA CHE LE HA OSPITATE
Sorelle ritrovate a Formia, parla l’anziana che le ha ospitate: “Mi dissero di non farle uscire di casa”
FORMIA – Le due sorelle Sarah e Alisya, scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla comunità educativa di Civitella Alfedena e ritrovate domenica sera a Formia, erano nascoste da oltre due settimane in un appartamento delle case popolari Ater di via Rio Fresco. A raccontare quanto accaduto è Maria Sofia Di Russo, l’anziana nella cui abitazione le ragazze sono state rintracciate dai carabinieri al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona.
La donna vive al quarto piano della scala M del lotto 8, in un piccolo appartamento composto da cucina, soggiorno, bagno e due camere da letto. È lì che le due minori hanno trascorso i giorni della loro irreperibilità.
“Qui le ha portate il nonno – racconta l’anziana –. Sono stata contattata appositamente per questo e ho soltanto eseguito quello che mi era stato chiesto. La madre e il nonno mi dissero di non farle uscire di casa”.
La donna, che ora risulta indagata nell’ambito dell’inchiesta, sostiene di aver accolto le ragazze convinta di fare il loro bene. “Avevo capito che le stavano cercando, non sono scema. La vicenda era in televisione. Però io mi sono limitata a ospitarle”.
Secondo il suo racconto, Sarah e Alisya non sarebbero mai uscite dall’abitazione. “Seguivano i telegiornali dalla mattina alla sera. Stavano sempre in casa”. Per il sostentamento, aggiunge, provvedevano i familiari. “Il cibo lo portavano loro. Hanno riempito una stanza di alimenti, ce n’era abbastanza per due o tre mesi. Io non ho speso neppure una lira”.
Una circostanza che trova riscontro anche nelle testimonianze dei residenti del quartiere, che affermano di non aver mai notato la presenza delle due ragazze. “Qui ci conosciamo tutti e nessuno sospettava nulla – racconta un vicino –. Se sono arrivate, devono averle fatte entrare di notte. Anche la spesa veniva lasciata direttamente davanti alla porta”.
Nella stanza occupata dalle due sorelle, i carabinieri hanno trovato un letto matrimoniale ricoperto da indumenti, borse e oggetti personali. Alle pareti erano appesi due poster raffiguranti il Cristo e la Madonna.
Dopo il blitz che ha portato al ritrovamento delle minori, i militari dell’Arma sono tornati più volte nel complesso residenziale per ulteriori accertamenti, effettuando controlli nelle scale I, M e L e soffermandosi in particolare in un’abitazione riconducibile a una persona con lo stesso cognome della madre delle ragazze.
L’anziana ricorda con emozione gli ultimi istanti prima che Sarah e Alisya venissero portate via dai carabinieri. “Quando sono venuti a prenderle ho guardato Sarah e le ho detto soltanto: ‘Mi dispiace’”.
Le due sorelle, secondo quanto riferito dalla donna, avrebbero manifestato il desiderio di restare con la madre. “Non volevano andare in nessuna struttura, volevano stare con lei”.
Dopo il ritrovamento, le minori sono state trasferite in una località protetta fuori dalla provincia di Latina. Ad accompagnarle è stato il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, che riveste il ruolo di tutore legale. Intanto la Procura di Sulmona prosegue le indagini che hanno già portato al fermo della madre Valentina D’Acunto, del compagno Vincenzo Esposito e del nonno materno Marco D’Acunto, accusati di aver organizzato e favorito l’allontanamento delle due ragazze dalla comunità educativa abruzzese.


