L’OMICIDIO DEL PARROCO PECCATORE
22 giugno 1913
L’OMICIDIO DEL PARROCO PECCATORE
La tresca che don Panfilo De Martinis, 62 anni, parroco di S. Pietro, intrecciava da tempo con l’avvenente sagrestana era ormai sulla bocca di tutti; la “diceria” era arrivata anche alle orecchie del vescovo che però, per timore dello scandalo, aveva sempre tollerato e taciuto Ā«senza ammonire affattoĀ» cosƬ commentò il settimanale Il Germe, in edicola il 22 giugno 1913 Ā«l’ottimo parroco dal naso rubizzo che, oltre ad essere un degno sacerdote di Cristo era anche, a quanto pare, non indegno sacerdote di Bacco e di VenereĀ». PoichĆ© i pettegolezzi aumentavano a dismisura, un giorno si pensò di proteggere l’onorabilitĆ di Giulietta La Vella, giovane e piacente sagrestana, combinandone il matrimonio con Antonio Stoppa, 45 anni, addetto alle affissioni municipali. Ā«L’annuncio delle nozzeĀ» si legge nella cronaca Ā«fu accolto da generali risate e aggiunse novella esca alle malignitĆ , perchĆ© non si poteva scegliere un tipo più adatto a compiere le funzioni di marito… coperchio. Lo Stoppa, trovatello pescolano che conduceva un vita miserrima, era lo zimbello della nostra cittĆ Ā». Analfabeta e un po’ folle, dilettava con i suoi strambi ragionamenti e le sue stolte proposizioni (tra l’altro, aveva la mania di dimostrare la… quadratura del circolo) tutti quei cittadini che prendono sollazzo per l’altrui stupiditĆ .
Dileggiato e preso in giro da tutti, soprattutto con pesanti insinuazioni sui tradimenti della bella Giulietta, non ci mise molto a convincersi di essere stato gabbato dai due amanti.
Se ne lamentò con il prete e tentò anche di “chiudere” la miserevole vicenda offrendosi di svolgere le mansioni di sagrestano al posto della moglie. Il parroco rifiutò seccamente la proposta e respinse anche la richiesta di una piccola somma di denaro con cui Stoppa sarebbe emigrato in America. A quel punto non ebbe scelta e decise di lavare l’onta nel sangue: alle cinque del mattino di mercoledƬ 11 giugno – si legge sul settimanale repubblicano La Democrazia del 14 giugno – entrò nella chiesa di San Pietro armato di una rivoltella trafugata nell’ufficio delle guardie municipali e uccise il parroco con due colpi; quindi, ferƬ la moglie sparandole un proiettile all’addome; più tardi si costituƬ nel carcere di S. Pasquale.


