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BATTERIE DELLE AUTO IBRIDE FINISCONO NEL MIRINO DEI LADRI

Batterie delle auto ibride nel mirino: nuova razzia dei ladri nella zona industriale di Sulmona

SULMONA, 22 Giugno – Hanno lavorato nel buio, con precisione chirurgica e in pochi minuti. Quando i proprietari sono tornati alle loro auto hanno trovato solo carcasse mutilate, private dei componenti più preziosi. Non più autoradio o catalizzatori: l’ultima frontiera dei furti d’auto passa dalle batterie delle vetture ibride, diventate merce sempre più ricercata sul mercato nero dei ricambi.

È quanto accaduto nella notte nella zona industriale di Sulmona, dove una banda specializzata ha preso di mira tre veicoli, tra Toyota e Lancia Ypsilon, lasciati in sosta lungo una delle aree più isolate della città. I malviventi hanno smontato e portato via le batterie e i relativi cablaggi, provocando danni ingenti ai proprietari, costretti ora a fare i conti con costose riparazioni.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Sulmona che hanno effettuato i rilievi e raccolto le denunce delle vittime. Secondo gli investigatori, dietro questo genere di colpi si nascondono spesso organizzazioni criminali che alimentano il mercato clandestino dei pezzi di ricambio. Gruppi altamente specializzati, in grado di smontare componenti di valore in tempi record, generalmente tra i 50 e i 90 secondi.

I furti vengono pianificati nei dettagli, scegliendo obiettivi e zone poco illuminate o prive di sistemi di videosorveglianza. Una descrizione che calza perfettamente alla zona industriale di Sulmona, da anni bersaglio di continui raid predatori.

La nuova razzia arriva infatti a poche ore da un altro pesante colpo messo a segno tra venerdì e sabato. Nel mirino dei malviventi è finito un deposito che rifornisce la centrale di compressione in costruzione a Case Pente. Dopo aver forzato gli accessi, i ladri hanno portato via una consistente quantità di rame e materiale edile. Durante la fuga parte della refurtiva è stata persa lungo la carreggiata, segno di un bottino particolarmente ingombrante e di una partenza precipitosa.

Il deposito si trova nelle vicinanze dello stabilimento Marelli. Nella stessa strada è stato colpito anche un capannone privato, dal quale sono stati sottratti rame e perfino un’autovettura custodita all’interno.

L’ennesimo episodio ha riacceso la protesta di residenti e imprenditori della zona. “Sono sei anni che siamo sotto attacco. Hanno rubato furgoni, automobili, materiale edile e perfino biancheria. Ma nessuno mette in sicurezza questa parte della città. Le prime telecamere utili si trovano soltanto in viale della Repubblica”, denuncia Luciano Marinucci, proprietario di una delle vetture cannibalizzate.

Una zona produttiva strategica per l’economia cittadina che continua a fare i conti con furti seriali e assenza di controlli tecnologici, mentre cresce la preoccupazione di chi vi lavora e vi opera ogni giorno.

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