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L’AQUILA CAPITALE DELL’IMMONDIZIA. ASM NEL CAOS: L’OPPOSIZIONE PUNTA IL DITO SULLA GESTIONE BIONDI

L’AQUILA – Dopo la nostra denuncia sulla riorganizzazione di potere in atto dentro ASM, la situazione non solo non ĆØ migliorata, ma sta peggiorando giorno dopo giorno. E ormai non lo diciamo soltanto noi.
Continuano ad arrivare da tutta la città segnalazioni, proteste e lamentele da parte dei cittadini per i disservizi nella raccolta dei rifiuti. In troppi quartieri e in troppe frazioni il servizio procede a singhiozzo: ci sono zone in cui la raccolta passa e altre in cui non passa, giornate in cui il ritiro viene effettuato e altre in cui salta, con accumuli, disagi e un livello di esasperazione che non è più tollerabile.
A denunciare che in ASM le cose non vanno non sono più soltanto i cittadini, ma gli stessi lavoratori che, tramite le RSU, hanno proclamato lo stato di agitazione. E questo basta da solo a smentire la propaganda del Sindaco e dei vertici aziendali.
Se, dopo le oggettive lamentele della cittadinanza, vanno in agitazione anche gli operatori che ogni giorno mandano avanti il servizio, allora significa che il problema ĆØ reale, profondo e interno all’azienda. Significa che ASM sta vivendo una crisi organizzativa e gestionale che l’amministrazione Biondi continua ostinatamente a non affrontare.
Biondi non solo continua a occuparsi di assetti, posizioni di comando e nuovi equilibri interni ad ASM, ma pensa anche che parlando di AGIR anziché della città che amministra possa sottrarsi alle polemiche. Non è così.
Il Sindaco Biondi non può continuare a nascondersi dietro l’Amministratore Unico o dietro formule burocratiche. ASM ĆØ una societĆ  partecipata del Comune dell’Aquila e la responsabilitĆ  politica di quanto sta accadendo ĆØ sua. ƈ sua se la raccolta continua a non garantire regolaritĆ . ƈ sua se i cittadini vengono lasciati soli a subire i disservizi. ƈ sua se gli operatori sono diventati il parafulmine del malcontento della popolazione. ƈ sua se si continua a intervenire sugli organigrammi e sugli assetti di comando prima ancora di affrontare la crisi del servizio.
Per questo attendiamo che il Sindaco si confronti con il Consiglio comunale e auspichiamo che lo stato di agitazione, con il necessario coinvolgimento del Prefetto, imponga finalmente un percorso di veritĆ  e di tutela per il futuro dell’azienda e del servizio.

Le consigliere e i consiglieri dei gruppi di opposizione in Consiglio comunale

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