SALA AUTOPTICA E OBITORIO INAGIBILI, LA PROTESTA DEI CITTADINI
Sala autoptica e obitorio inagibili, la protesta di: “A Sulmona un servizio essenziale cancellato da anni”
SULMONA – Non solo la sala autoptica, ma anche l’obitorio dell’ospedale dell’Annunziata risulta inagibile da anni. È questo l’aspetto che rende ancora più pesante la denuncia affidata ai social da un cittadino sulmonese, tornato a puntare l’attenzione sulle carenze del presidio ospedaliero cittadino e sulla mancanza di una struttura adeguata per la gestione delle salme.
Nel post viene evidenziato come a Sulmona non sia più possibile effettuare accertamenti necroscopici e autopsie, costringendo al trasferimento delle salme all’ospedale dell’Aquila ogni volta che la magistratura dispone esami medico-legali. Una situazione che obbliga i defunti ad affrontare un ulteriore viaggio di oltre 70 chilometri prima della restituzione alle famiglie.
Ma il problema non riguarda esclusivamente l’attività autoptica. Dal giugno 2023, infatti, risulta inagibile anche l’obitorio destinato ad accogliere i pazienti deceduti all’interno dell’ospedale. La chiusura era scattata in seguito a un’ispezione dei carabinieri del Nas di Pescara che aveva fatto emergere numerose criticità strutturali e impiantistiche.
Tra le carenze rilevate figuravano l’assenza dell’Unità di Trattamento Aria (UTA), indispensabile per le attività autoptiche, e la necessità di sostituire diversi impianti, compreso quello elettrico. Le condizioni della struttura portarono i Nas a certificarne l’inagibilità.
Sulla questione era intervenuto il direttore generale della Asl 1, Paolo Costanzi, precisando che gli interventi programmati riguardano esclusivamente il ripristino dell’obitorio e non la riattivazione della sala autoptica.
“L’intervento sarà per ripristinare l’obitorio ma allo stato non c’è nulla per ipotizzare un adeguamento per svolgere autopsie e quant’altro. Sono anni che non si fanno più lì proprio perché la struttura non potrà mai essere idonea per queste attività, se non realizzandone una interamente nuova”, aveva spiegato Costanzi.
Le dichiarazioni del manager sanitario chiariscono quindi che, anche una volta completati i lavori necessari per rendere nuovamente utilizzabile l’obitorio a servizio dei pazienti deceduti in ospedale, la sala autoptica non potrà tornare operativa senza la costruzione di una struttura completamente nuova.
Una prospettiva che, almeno al momento, non compare nei programmi dell’azienda sanitaria e che alimenta le critiche di chi vede nella chiusura dell’obitorio e nell’assenza della sala autoptica un ulteriore impoverimento dei servizi dell’ospedale di Sulmona. Una situazione che continua a suscitare interrogativi e malumori tra cittadini e operatori del settore, soprattutto per le difficoltà che comporta nella gestione dei decessi e degli accertamenti richiesti dall’autorità giudiziaria.


