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ROCCARASO, UNA NUOVA CASA PER I GIOVANI RIGENERATA DALLA DIOCESI CON I FONDI 8XMILLE

C’è una domanda, silenziosa ma urgente, che attraversa le nostre province e che riguarda il senso profondo dell’abitare un luogo: dove vanno i nostri ragazzi quando non sono online, quando la scuola chiude o quando le piazze si svuotano? Nell’epoca dell’iperconnessione virtuale e della contemporanea desertificazione dei punti di ritrovo fisici, l’apertura di uno spazio reale non è mai una questione di metri quadri o di edilizia. È, prima di tutto, un atto politico nel senso più nobile del termine, una dichiarazione di fiducia nel futuro. È da questa consapevolezza che prende vita la rigenerata “Casa del Giovane” di Roccaraso, inaugurata ufficialmente in piazza San Rocco alla presenza dei cittadini, delle famiglie, del sindaco Francesco Di Donato e del vescovo Michele Fusco.

L’impostazione di questo progetto scardina l’idea classica del semplice centro ricreativo parrocchiale per proporre qualcosa di molto più ambizioso: un laboratorio antropologico a porte aperte. Negli Altipiani Maggiori d’Abruzzo, una terra meravigliosa che vive l’energia travolgente delle stagioni turistiche ma che sperimenta anche la durezza e il silenzio dei lunghi mesi invernali, il rischio dell’isolamento sociale per chi vi risiede stabilmente è un dato di fatto con cui fare i conti. In questo contesto, la struttura si inserisce come un’ancora contro lo spopolamento, un luogo fisico capace di trattenere i sogni dei più giovani e trasformarli in cittadinanza attiva.

Il motore economico che ha permesso di tradurre la visione in realtà è l’8xmille alla Chiesa Cattolica, che insieme ai fondi della parrocchia ha finanziato i lavori di riqualificazione. Si tratta dell’esempio plastico di come uno strumento fiscale, spesso percepito come burocratico e distante, possa trasformarsi in un eccezionale moltiplicatore di bene comune, restituendo direttamente ai territori risorse sotto forma di spazi educativi moderni, sicuri e completamente gratuiti. Investire sui giovani, come ha ricordato lo stesso monsignor Fusco durante il taglio del nastro, non deve essere visto come un costo da bilancio, ma come il più fecondo degli investimenti sulla tenuta sociale delle nostre comunità.

Dal punto di vista concettuale, la Casa del Giovane si inserisce perfettamente nel solco tracciato dalla storica nota pastorale della Cei del 1999 dedicata alle “sale della comunità”. Non si tratta di isolarsi dal mondo, ma di leggere la complessità della storia odierna attraverso linguaggi nuovi. Ecco perché la musica, lo sport, il teatro, il gioco e l’uso consapevole della multimedialità non saranno semplici passatempi, ma strumenti sussidiari per fare educazione, per favorire il dialogo intergenerazionale tra giovani, genitori e anziani, e per far incontrare i valori del Vangelo con le sfide della vita quotidiana.

Grazie alla sinergia tra istituzioni locali, curia, parroci e volontari, Roccaraso si scopre così più ricca. La Casa del Giovane nasce per essere una struttura viva ed un cantiere aperto di speranza.

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