GIUDIZIO IMMEDIATO PER IL 36ENNE CHE HA MALTRATTATO MOGLIE E FIGLIO
Maltrattamenti all’ex compagna e minacce al figlio: 36enne a processo con giudizio immediato
SULMONA, 20 Giugno – Dovrà comparire davanti al tribunale a settembre il 36enne di Pratola Peligna accusato di aver trasformato la vita della sua ex compagna e dei figli minori in un incubo fatto di vessazioni, minacce e violenze. Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pescara, Maria Carla Sacco, ha infatti disposto nei suoi confronti il giudizio immediato, ritenendo sufficienti gli elementi raccolti nel corso delle indagini.
Secondo la ricostruzione dell’accusa, l’uomo avrebbe sottoposto la donna, madre di suo figlio ed ex convivente, a una lunga serie di comportamenti persecutori e intimidatori. Tra gli episodi contestati figurano continui insulti, controlli ossessivi del telefono cellulare e l’invio di messaggi a parenti e amici fingendosi lei, nel tentativo di carpire informazioni e isolarla progressivamente dal proprio contesto familiare e sociale.
La donna, stando agli atti dell’inchiesta, sarebbe stata costretta a vivere in una condizione di costante soggezione psicologica. Non sarebbero mancati momenti di forte aggressività durante le discussioni domestiche, con il lancio di oggetti all’interno dell’abitazione. In un episodio particolarmente grave, avvenuto mentre la donna era in gravidanza, il 36enne l’avrebbe colpita con una scarpa all’altezza del ventre.
Le presunte violenze avrebbero provocato nella vittima uno stato permanente di paura e ansia, rendendo la convivenza familiare, come riportato negli atti, “dolorosa e mortificante”.
La situazione era precipitata nell’ottobre del 2025 quando la donna e il bambino erano stati trasferiti in una struttura protetta. Il provvedimento era stato adottato nell’ambito di un percorso di tutela del minore avviato dopo una segnalazione ai servizi sociali presentata dai familiari della donna.
Secondo gli inquirenti, il 36enne non avrebbe accettato l’allontanamento e avrebbe continuato a perseguitare l’ex compagna con telefonate e messaggi contenenti insulti e minacce di morte rivolte sia a lei che ai suoi familiari. In alcune occasioni avrebbe pronunciato frasi gravissime anche nei confronti del figlio di otto anni, arrivando ad affermare che il bambino “poteva anche morire” pur di ottenerne l’affidamento.
Le contestazioni comprendono inoltre un’aggressione nei confronti del padre della donna che sarebbe stato schiaffeggiato e fatto cadere a terra, riportando lesioni personali.
Per arginare la presunta escalation di comportamenti violenti, il gip aveva disposto nei confronti dell’uomo l’applicazione del braccialetto elettronico, mentre il tribunale per i minorenni aveva sospeso la potestà genitoriale. Nonostante i provvedimenti adottati, secondo l’accusa il 36enne avrebbe continuato a intimidire l’ex compagna e i suoi familiari attraverso ulteriori messaggi minacciosi.
Ora sarà il processo, fissato per il prossimo settembre, a fare piena luce sulla vicenda e ad accertare eventuali responsabilità dell’imputato.


