VIGILE ARRESTATO CON LA COCAINA: SCATTA LA SOSPENSIONE DAL SERVIZIO
SULMONA – Per il vigile urbano arrestato con circa sette etti di cocaina si apre ora anche il fronte disciplinare.
Nelle prossime ore l’Ufficio Procedimenti Disciplinari del Comune di Sulmona sarà chiamato a valutare la posizione del dipendente, finito in carcere dopo l’operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Sulmona.
L’orientamento dell’amministrazione appare già delineato: l’agente dovrà consegnare pistola, tesserino e divisa e sarà sospeso cautelarmente dal servizio in attesa degli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria.
Il procedimento disciplinare verrà infatti avviato e successivamente congelato fino a quando la magistratura non avrà chiarito tutti gli aspetti della vicenda.
«In questi casi è la prassi. Non si può fare diversamente», confermano dal comando della polizia locale diretto dal comandante e dirigente Domenico Giannetta.
L’arresto è stato convalidato ieri dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Giulia Sani, che ha disposto la custodia cautelare in carcere.
Non ha convinto il gip la versione fornita dall’indagato, secondo la quale avrebbe custodito lo zaino contenente la droga soltanto per una notte, come forma di compensazione di un debito contratto con una persona della quale non ha rivelato l’identità.
A far saltare il presunto piano sono stati i carabinieri della stazione di Sulmona e del Nucleo Operativo che, al termine delle attività investigative, sono entrati in possesso dello zaino contenente l’ingente quantitativo di cocaina.
Una vicenda che ha scosso profondamente la città e che, per la quantità di sostanza sequestrata e per il ruolo ricoperto dall’arrestato, rappresenta uno dei più rilevanti colpi inferti al traffico di droga nel Centro Abruzzo dall’inizio dell’anno.
Sul piano amministrativo, invece, l’iter appare segnato: fino a quando la giustizia non farà piena luce sui fatti contestati, il vigile resterà lontano dal servizio e dalle funzioni operative.
Una misura cautelare inevitabile per tutelare l’immagine e il corretto funzionamento del corpo di polizia locale.



bene,da tempo alle favole delle cicogne non ci crede nessuno,figuriamoci a quelle dei depositi valigie non custodite,oltretutto esistono servizi/piattaforme digitali e non per custodia bagagli,quindi e’ ora di smetterla con la leggenda del fagottino portato dall’uccello migratore,da chiarire non c’e’ nulla,i fatti sono sotto la luce del sole ,cosa dicono? Piu’ che raccontare favolose ,incredibili, magiche storie ,meglio collaborare,e, in silenzio riflettere sugli errori , soprattutto sulla voglia/desiderio di rimediare,assumersi le proprie responsabilita’ e con umilta’ dimostrare la “volonta’ di riparare al danno”,pagare pegno ,chiedere scusa e forse la comprensione ci sara’,Legalita’ diffusa per uscire dalla palude,e basta,o no?