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PIAZZA PULITA

19 giugno 1901

PIAZZA PULITA

di Fabio Valerio Maiorano

Cacciati nel 1767 i Gesuiti dal regno di Napoli, per ordine di Ferdinando III, la seicentesca chiesa di S. Ignazio di Loyola, che occupava la meta sud dell’attuale piazza 20 Settembre – in pratica si estendeva fino al Corso Ovidio, perpendicolarmente al Collegio Ovidio e in parallelo alle costruzioni allineate lungo la prosecuzione di via Carrese – subì lentamente l’ingiuria del tempo e la distruzione per mano dell’uomo, che la destinò agli usi e agli abusi i più disparati, finanche a deposito, a palestra di scherma e a stalla per il ricovero dei cavalli dei reggimenti che sovente si fermavano in città. Sconsacrata, abbandonata al suo destino, resistette per più di un secolo, finché il crollo del tetto e di gran parte della volta non ne consigliarono l’abbattimento, che peraltro avrebbe consentito all’angusto largo delle Scuole (così era denominata prima che fosse dedicata all’epopea di Porta Pia) di assumere forme e dignità di piazza. Il decurionato ne decise la demolizione il 19 giugno 1901.

Il fronte della chiesa di Sant’Ignazio demolita all’inizio del ‘900 (Collezione G. Di Tommaso)

Un commento su “PIAZZA PULITA

  • Tempi duri per i Dottori della Chiesa all’epoca, temuti e vessati dalla stessa Chiesa fino a non poter essere eletti manco Papa. È una storia interessante che invito a leggere, se non fosse, per curiosità.
    Peccato per la chiesa perduta.

    Risposta

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