PASSA IL GIRO, GLI SPOSI SI ARRANGINO: MATRIMONIO SALVATO DAL PARROCO DELLA MADONNA PELLEGRINA
PASSA IL GIRO, GLI SPOSI SI ARRANGINO: A SULMONA RISCHIA DI SALTARE UN MATRIMONIO
SULMONA – Per fortuna esistono ancora i parroci. Altrimenti, a Sulmona, il Giro d’Italia Next Gen avrebbe rischiato di conquistare un primato singolare: far saltare un matrimonio.
La storia sembra uscita da una commedia all’italiana. Da mesi una giovane coppia aveva programmato il proprio giorno più bello nella cattedrale di San Panfilo. Tutto organizzato nei minimi dettagli: partecipazioni spedite, ristorante prenotato, fotografi, fiori e invitati convocati per le 11 di sabato mattina davanti alla chiesa per assistere al fatidico sì.
Poi, a quarantotto ore dall’evento, arriva la doccia fredda. O meglio, l’ordinanza comunale che disciplina la viabilità per la partenza della settima tappa del Giro Next Gen da Piazza Garibaldi. Divieti di sosta, transiti bloccati e centro storico praticamente blindato proprio nelle ore in cui parenti e amici avrebbero dovuto raggiungere la cattedrale.
Il risultato? Panico generale tra gli sposi e le famiglie. Perché se il Giro passa una volta, il matrimonio – almeno nelle intenzioni – dovrebbe celebrarsi una volta sola.
I parenti hanno provato a chiedere spiegazioni e soluzioni agli uffici competenti. Ma la risposta sarebbe stata più o meno questa: c’è il Giro d’Italia, non si può fare nulla. Tradotto: per gli sposi nessuna eccezione, nessun piano alternativo, nessun coordinamento preventivo nonostante la data delle nozze fosse fissata da tempo.
E così, mentre la macchina organizzativa si preoccupava di garantire il passaggio di 168 corridori, 80 auto, 40 motocicli e dell’intera carovana sportiva, nessuno sembrava essersi accorto che nello stesso giorno due cittadini avevano programmato di sposarsi. Una svista che definire imbarazzante è persino riduttivo.
A salvare la situazione non è stato il Comune, non è stata la burocrazia e neppure qualche illuminata riunione organizzativa. È stato invece don Domenico Villani, parroco della Madonna Pellegrina, che con pragmatismo e buon senso ha aperto le porte della sua chiesa, permettendo agli sposi di celebrare regolarmente il matrimonio.
Insomma, mentre Palazzo San Francesco riusciva nell’impresa di complicare perfino un matrimonio, la Chiesa ha risolto in poche ore ciò che gli uffici comunali non erano stati capaci di affrontare.
Alla fine gli sposi potranno dirsi sì. Ma resta una domanda: possibile che in una città di poco più di ventimila abitanti nessuno abbia pensato di verificare se la partenza di una corsa ciclistica coincidesse con eventi già programmati da mesi?
Per questa volta l’amore ha battuto il Giro d’Italia. Ma soltanto grazie all’intervento di un parroco. Perché se la sorte dei novelli sposi fosse rimasta nelle mani della macchina amministrativa, forse al posto della marcia nuziale avremmo ascoltato soltanto il rumore delle biciclette in fuga.



