BANCAROTTA: LA DIFESA CITA CHECCO ZALONE, MA IL PM CHIEDE 6 ANNI PER DUE IMPRENDITORI
Dal mito del «posto fisso» di Checco Zalone all’accusa di aver fatto sparire i libri contabili di un’azienda fallita con un buco da un milione e mezzo di euro. C’è spazio anche per la satira cinematografica nell’arringa difensiva del processo per bancarotta fraudolenta e documentale che vede imputati, davanti al Tribunale collegiale del capoluogo peligno, due imprenditori: il 45enne di Sulmona Claudio Valeri e il 68enne romano Stefano Stefanini.
Una citazione, quella pronunciata dall’avvocato Alessandro Margiotta, arrivata per rispondere direttamente al pubblico ministero: «Il pm ci ha detto che comprende l’impegno dell’imprenditore, anche se preferisce il posto fisso zaloniano. Ma oggi tutti gli imprenditori sono eroi», ha reclamato il legale in aula.
Un colpo di fioretto che si scontra però con i numeri pesantissimi calati sul tavolo dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti. Per i due imputati, la Procura ha chiesto una condanna severa: sei anni di reclusione a testa.
I fatti al centro del processo risalgono all’ottobre del 2020, quando il Tribunale dichiarò il fallimento della società. Secondo l’impianto accusatorio, i due imprenditori avrebbero deliberatamente occultato le scritture contabili, rendendo impossibile per gli inquirenti ricostruire i movimenti d’affari, l’esatta entità del patrimonio e persino la fine ingenerosa di alcuni veicoli aziendali.
Ad aggravare il quadro, sempre secondo il pm, ci sarebbe stata una gestione passiva del dissesto finanziario: i due non avrebbero fatto nulla per costringere i soci morosi a versare circa 130mila euro ancora dovuti, spingendo definitivamente la società nel baratro di un passivo a sette cifre.
Il collegio giudicante, presieduto dal magistrato Emanuele Lucchini, ha dichiarato chiusa la discussione. Il collegio difensivo — composto oltre che da Margiotta anche dagli avvocati Silvia Iafolla e Maurizia Lina Sciuba — punta tutto sull’assoluzione dei propri assistiti.
Il destino processuale dei due imprenditori si deciderà tra un mese: i giudici hanno infatti aggiornato il calendario al prossimo 17 luglio, quando si terranno le repliche delle parti e, subito dopo, la camera di consiglio per la sentenza.


