CronacaHomeIn Evidenza

COCAINA NEL GARAGE: IL GIP CONFERMA IL CARCERE PER IL VIGILE URBANO

Cocaina nel garage, il gip conferma il carcere per il vigile urbano: “Era indebitato, mi chiesero di custodire lo zaino”

Resta in carcere Ettore D’Alessandro, l’agente di polizia locale di 32 anni arrestato dai carabinieri della compagnia di Sulmona dopo il ritrovamento di circa 700 grammi di cocaina nascosti nel garage della sua abitazione. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Giulia Sani al termine dell’udienza di convalida che si è svolta questa mattina nella casa circondariale di Sulmona.

Il gip ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo gravi gli indizi raccolti dagli investigatori e non sufficienti le spiegazioni fornite dall’indagato per superare il quadro accusatorio.

Davanti al giudice, D’Alessandro ha scelto di rispondere alle domande, sostenendo di non essere il proprietario della droga e di aver accettato di custodire lo zaino soltanto per una notte. Una versione che, tuttavia, non ha convinto il magistrato ad accogliere la richiesta della difesa, rappresentata dall’avvocato Alberto Paolini.

Secondo la ricostruzione fornita dal legale, all’origine della vicenda vi sarebbe una situazione di difficoltà economica. L’agente avrebbe contratto un debito con una persona che, pochi giorni dopo avergli prestato del denaro, avrebbe preteso la restituzione immediata della somma. Non essendo in grado di restituire il prestito, D’Alessandro avrebbe accettato una sorta di “compensazione”: custodire uno zaino per conto dell’uomo in cambio dell’azzeramento del debito.

“Mi fai un favore”, gli sarebbe stato detto al momento della consegna del borsone, accompagnata dall’invito a non aprirlo. Lo zaino sarebbe stato quindi nascosto nel garage dell’abitazione con la promessa che sarebbe stato ritirato il giorno successivo.

L’indagato ha riferito di aver immaginato che all’interno potesse esserci sostanza stupefacente ma di non conoscerne né la tipologia né l’ingente quantitativo. Una circostanza che dovrà ora essere verificata nel prosieguo delle indagini.

Secondo la difesa, quando il vigile urbano è rientrato a casa ha trovato i carabinieri già presenti per la perquisizione. A quel punto avrebbe spontaneamente indicato ai militari il luogo in cui era custodito lo zaino, comprendendo che gli investigatori erano proprio alla ricerca di quell’oggetto.

All’interno del borsone i carabinieri hanno rinvenuto circa sette etti di cocaina. Una quantità considerevole che, secondo le stime investigative, una volta tagliata e immessa sul mercato avrebbe potuto generare introiti superiori ai centomila euro, con migliaia di dosi destinate allo spaccio.

Resta ora da chiarire a chi appartenesse realmente la sostanza sequestrata e quale fosse il ruolo effettivo svolto dall’agente nella vicenda. Gli investigatori stanno approfondendo la rete di relazioni e i contatti del 32enne. Per questo motivo è stato sequestrato il telefono cellulare dell’indagato, che sarà sottoposto ad accertamenti per analizzare chat, messaggi e comunicazioni utili a ricostruire la provenienza della droga e a individuare eventuali complici.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Sulmona, punta adesso a risalire all’intera filiera dello stupefacente. Un’indagine che ha scosso profondamente la città, perché per la prima volta una vicenda legata a un quantitativo così rilevante di cocaina coinvolge un appartenente alle forze dell’ordine e non soggetti già noti agli ambienti dello spaccio locale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *