COCAINA E POLEMICHE SUI SOCIAL, IL PADRE DEL VIGILE ARRESTATO ROMPE IL SILENZIO: “SONO ORGOGLIOSO DI ETTORE, MERITA UNA SECONDA POSSIBILITÀ”
SULMONA – Mentre l’inchiesta giudiziaria muove i primi passi e si attende l’interrogatorio di garanzia, la vicenda di Ettore D’Alessandro, l’agente della polizia locale di Sulmona arrestato dai carabinieri con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di circa 700 grammi di cocaina, continua ad alimentare il dibattito cittadino e soprattutto quello sui social network.
Nelle ore successive all’arresto si è infatti acceso un duro confronto tra chi ritiene doveroso attendere gli sviluppi dell’indagine e chi invece ha già espresso giudizi severi nei confronti del giovane agente municipale. Non sono mancate nemmeno le critiche rivolte agli organi di informazione che hanno riportato la notizia, accusati da alcuni utenti di aver contribuito alla gogna mediatica.
In questo clima particolarmente teso è intervenuto anche il padre dell’arrestato, Dino D’Alessandro, storico vigile urbano della città e collega del figlio, che ha affidato ai social un lungo messaggio nel quale difende Ettore e prende posizione contro quelli che definisce “falsi moralisti e giustizialisti dell’ultimo minuto”.
“Sono orgoglioso di essere il papà di Ettore, un ragazzo che si è fatto da solo e che non ha mai nuociuto a nessuno”, scrive D’Alessandro, descrivendo il figlio come un giovane che ha svolto il proprio lavoro “con dedizione, puntualità, correttezza e serietà”.
Nel post il padre non nega la gravità della situazione e parla apertamente di un “fatto sconsiderato e grave”, sostenendo tuttavia che l’episodio non rappresenterebbe la personalità e la storia del figlio. “Un errore, grave, di cui si farà carico”, afferma, aggiungendo che un genitore ha il dovere di restare accanto al proprio figlio anche nei momenti più difficili.
Particolarmente duro il passaggio rivolto agli utenti che in questi giorni hanno commentato la vicenda sui social. Dino D’Alessandro parla di “voglia di vendetta intrisa nell’ignoranza” e accusa alcuni commentatori di accanirsi contro il giovane e la sua famiglia. Poi la frase destinata a far discutere: “I cani restano cani e i leoni restano leoni”.

Sul fronte giudiziario, la difesa dell’agente municipale si prepara a sostenere una ricostruzione diversa da quella formulata dagli inquirenti. Secondo la tesi dell’avvocato Alberto Paolini, legale di fiducia di D’Alessandro, il giovane si sarebbe trovato coinvolto nella vicenda a causa di una situazione di indebitamento personale. Per cercare di risolvere le proprie difficoltà economiche avrebbe accettato di custodire uno zainetto per conto di terze persone, senza essere consapevole – secondo la versione difensiva – dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente contenuto al suo interno.
Una linea che dovrà essere vagliata dall’autorità giudiziaria e che sarà probabilmente illustrata nel dettaglio durante l’interrogatorio di garanzia.
Secondo l’accusa, invece, il vigile urbano sarebbe coinvolto in un’attività di spaccio nel Centro Abruzzo. Proprio la consistenza del quantitativo di cocaina sequestrato, circa settecento grammi, ha portato la Procura della Repubblica a chiedere e ottenere la misura cautelare in carcere.
Nelle prossime ore la vicenda entrerà nel vivo sul piano giudiziario. Già da oggi il giudice per le indagini preliminari potrebbe fissare l’udienza di convalida, momento nel quale D’Alessandro avrà la possibilità di fornire la propria versione dei fatti e rispondere alle contestazioni mosse dagli inquirenti.
Al termine dell’interrogatorio il gip sarà chiamato a valutare la permanenza delle esigenze cautelari e a decidere se confermare la detenzione in carcere oppure disporre una misura meno afflittiva, fino all’eventuale scarcerazione.
Intanto la città resta divisa tra chi invoca prudenza e rispetto della presunzione d’innocenza e chi, alla luce del ruolo pubblico ricoperto dall’indagato e del quantitativo di droga sequestrato, considera la vicenda particolarmente grave. Una discussione che, ben oltre le aule del tribunale, continua ad animare il dibattito pubblico sul delicato confine tra cronaca giudiziaria, diritto di informazione e processo mediatico.




Non avrei usato la frase
“si è FATTO da sé”.
Il padre è da comprendere e condivido il suo pensiero sul difendere i figli, soprattutto perché come si dice il cornuto è l’ultimo a saperlo. Piena solidarietà a questa famiglia.
Riguardo alla linea di difesa, unica percorribile, stante la non discutibile evidenza dei fatti, chiedo:
A cosa è dovuta la situazione debitoria? E per essere ricattabile, tesi a cui credo, non è forse plausibile che il “bravo ragazzo” fosse impelagato in certe dinamiche?
Spero che quanto accaduto, di là dell’onta mediatica, anche qui concordo con figli e figliastri, possa diventare un aiuto concreto per questo ragazzo per uscire da questo guaio in cui si è andato a cacciare, NON inconsapevolmente, che l’età delle favolette l’ha e l’abbiamo passata tutti, ma sbagliare è un attimo, auguro che possa capire e dare nuovo corso alla sua vita, è giovane ha tutto il tempo per cambiare strada e riparare all’errore compiuto.
Ai giustizialisti dell’ultima ora meditate gente meditate e guardate nelle vostre famiglie perfette, anche qui si parla di un bravo ragazzo figlio di una brava famiglia, l’incognita è sempre dietro l’angolo per cui evitate e il vostro veleno tenetevelo tra i denti.
purtroppo la cattiveria della gente è una brutta bestia.
La presunzione di innocenza è un diritto di tutti i cittadini, chiunque si appresta a condividere ed esprimere sentenze a favore o sfavore dell’indagato, invece che opinioni, sta sbagliando alla radice.
Rispetto e comprensione al padre, che resta al fianco del figlio in questi momenti difficili, non possiamo comunque minimizzare la gravità della situazione, dato che a infrangere la legge è un pubblico ufficiale, e non dimentichiamo che le motivazioni non giustificano le azioni, considerando le numerose alternative, una tra queste le banche, istituzioni più facilmente accessibili per cui ha un impiego statale e sempre contente di prestarmi soldi con la promessa che li restituirai…
Seriamente parlando, da un adulto non possiamo accettare la scusa “Non lo sapevo” come se fosse caduto dal però…
Onore al buon padre che ci ha messo la faccia. Tutta la mia stima e solidarietà. Sono convinto che il ragazzo imparata la lezione non commetterá più gli stessi errori. Forza e coraggio, ora di nuovo in piedi ed avanti a testa alta.
dino sono ersilio ,appena puoi parliamo ,mi dispiace ,ciao
…per un indebitamento personale…
E questo bel rapporto Padre/Figlio non era sufficiente per un lucido consiglio ed aiuto ad impedire l’errore ?
Mancanza di franco dialogo ?
Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino…
Bene,superate tutte le linee di allarme e non, nel borgo più bello d’Italia regna la mentalità delinquenziale ,i nuovi messia giustificano il tutto con presunte passivita’,quindi gli indebitati tutti nessuno escluso possono commettere reati di qualsiasi genere,anche chi presta un giuramento di fedelta’ (adempiere con disciplina e onore ai doveri… ) puo’ fare quello che meglio crede,qualsiasi crimine puo’ essere commesso:necessita’,quindi non piu’ vivere civile nel rispetto delle regole ,ma delinquere per esigenza,bisogno,condizione economica non agiata,per tutte le persone che con dignita’ e duro lavoro cercano di vivere onestamente, decentemente,decorosamente, onorevolmente e non arrivano a fine mese ? Tutti criminali per puro esibizionismo ,tutti ‘firmati’ ,tutti sfoggiano beni di lusso in totale contrasto con le possibilità economiche ,nella valle di lacrime,tutti ostentano ricchezza e nessuna possibilità di occupazione ,possibile che nessuno si pone qualche domanda? Possibile che tutti fanno finta di niente, tutti che guardano dall’altra parte ,tutti rassegnati accettano illogiche giustificazioni ? Tanti gli infarinati ,molti insospettabili, tutti in mano ai signori del mulino bianco, tutti sanno, tutti vedono,tutti muti,tutti come le tre scimmiette,per quali ragioni?
Facile la risposta,Legalità diffusa per uscire dalla palude,e basta,o no?
ho letto di cani e leoni.. aggiungerei anche le merde..
ora bisogna stabilire chi sono i leoni, i cani e le merde.
Io un’idea ce l’ho.