PREMIO LETTERARIO BUCCIO DI RANALLO: ORA SI’ CHE L’AQUILA E’ CAPITALE DELLA CULTURA
L’AQUILA – Nell’anno dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura, regalo più bello il Consiglio regionale d’Abruzzo non poteva farlo alla nostra cittĆ e alla sua storia. All’unanimitĆ , ieri, ĆØ stato istituito il Premio storico letterario “Buccio Di Ranallo”. L’iniziativa (onore al merito), va al Consigliere regionale Pierpiaolo Pietrucci, al Consigliere comunale Paolo Romano e al grandissimo intellettuale aquilano Carlo De Matteis. Con l’istituzione del Premio Buccio di Ranallo di Popplito (Coppito) di Aquila, i cittadini della Conca dell’Aterno si riappropriano della loro storia, con quel capolavoro in rima che ĆØ “Cronaca Aquilana”, scritto nel ‘300 dal grande Buccio, per far conoscere ai suoi coevi e ai posteri la storia della nostra cittĆ . Buccio ha scritto il suo capolavoro in quello che oggi si chiama dialetto, ma che altro non ĆØ se non la nostra lingua madre. Essendo la sua famiglia di origini amiternine, il dialetto ĆØ quello derivante dal miscuglio e dall’evoluzione delle lingue antiche del luogo, nel caso di Buccio, il Coppitano antico. Mi scuso per l’insistenza con la quale cito la mia patria natia, ma sono fiero di essere Amiternino-Coppitano-Aquilano. Ebbene, anni e anni fa dell’operazione di far riemerge la figura e l’opera di Buccio dalla polvere del tempo, ne parlai con il professor Carlo De Matteis, al quale sono legato da una amicizia che dura da mezzo secolo. Non mi fece neanche respirare e scrisse un libro che pubblicammo come Pro Loco di Coppito. Un’opera di facile lettura, ma di grande impatto emotivo, storico e culturale. Da quell’incontro all’ex Bar Eden, di tempo ne ĆØ passato e arriviamo al ruolo di Pierpaolo Pietrucci e Paolo Romano. Dissi a Pierpaolo di fare qualcosa, nell’anno che ci vede Capitale della Cultura, per riportare al centro di quella che cultura ĆØ, la figura di Buccio Di Ranallo. Pietrucci si ĆØ messo al lavoro, con l’ausilio fondamentale del Consigliere comunale Paolo Romano, ed ecco che ieri il sogno ĆØ diventato reale, non occasionale. Il Premio Buccio di Ranallo ĆØ infatti istituito con Legge Regionale. SarĆ per sempre, non solo per l’anno in corso. Da ora la nostra lingua madre (il vernacolo e il dialetto utilizzato da Buccio Di Ranallo), tornerĆ regina per conoscere a fondo la storia collettiva degli aquilani dentro e fuori le mura. Per sapere dove si vuole andare, bisogna conoscere la nostra storia del passato.Ā




