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MOLESTIE E MINACCE ALL’EX COMPAGNA, CHIESTO IL PROCESSO PER UN 31ENNE

SULMONA, 17 Giugno – Non avrebbe accettato la fine della relazione e, per mesi, avrebbe trasformato la vita della sua ex compagna in un susseguirsi di pressioni, pedinamenti e comportamenti invasivi.

Per un 31enne originario di Napoli ma residente a Sulmona, la Procura della Repubblica ha chiesto il rinvio a giudizio.

La decisione sulla richiesta sarà presa il prossimo 2 luglio dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sulmona.

L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Edoardo Mariotti, prende le mosse dalla denuncia presentata ai carabinieri da una 26enne sulmonese.

I fatti contestati si sarebbero verificati tra l’ottobre 2023 e l’aprile 2024, dopo che la donna aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale.

Secondo l’accusa, il 31enne avrebbe posto in essere una serie di comportamenti molesti e persecutori, tali da creare nella giovane uno stato di disagio e da interferire con la sua normale quotidianità.

Tra gli episodi contestati figura quello avvenuto nel novembre 2023, quando l’uomo avrebbe spinto la donna all’interno dell’abitazione, davanti ai figli minori, tentando di baciarla contro la sua volontà.

Un mese dopo, sempre secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’avrebbe seguita fino al luogo di lavoro, lasciando nel frattempo la figlia minorenne all’interno dell’autovettura.

A febbraio 2024, dopo un incontro con l’assistente sociale, l’avrebbe raggiunta e inseguita, costringendola a salire in macchina e palpeggiandola nelle parti intime.

L’ultimo episodio contestato risale ad aprile dello stesso anno. La donna sarebbe stata avvicinata in corso Ovidio, nei pressi di una gioielleria, e insultata e minacciata davanti a un’amica.

Una sequenza di condotte che la Procura ritiene sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio e che ha portato alla richiesta di processo nei confronti dell’uomo, assistito dall’avvocata Annasara Di Pietro.

Sarà il gup, nell’udienza del 2 luglio, a decidere se disporre il rinvio a giudizio o adottare una diversa determinazione.

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