Cronaca L'AquilaCulturaHomeIn-Evidenza L'Aquila

GALLERIA BPER A L’AQUILA. NASCE ANCHE NEL CAPOLUOGO IL POLO CULTURALE

di Maria Sabina Berra*
L’AQUILA – Ā«L’importante ĆØ creare ponti. Per questo ĆØ nato il sistema di patrimonio diffuso de La Galleria BPER. Saranno presidi culturali aperti anche quelli dell’Aquila e di Ferrara, che inaugureranno quest’anno e si uniscono al primo nato a Modena nel 2017. Sono stati creati per valorizzare il patrimonio artistico e archivistico delle nostre banche e metterlo a disposizione di tuttiĀ», cosƬ Sabrina Bianchi, Responsabile Heritage e del Patrimonio Culturale BPER, introduce il sistema diffuso dei Poli Culturali.

I tesori sono anche nelle diverse sedi in Italia: Genova, Brescia, Milano, Sondrio e Sassari. Ma la differenza con i Poli ĆØ fondamentale. Questi ultimi sono luoghi non solo di conservazione ed esposizione ma anche di attivitĆ  in relazione con enti e realtĆ  locali, come le scuole e le universitĆ . Le due nuove stelle che si uniranno alla galassia de La Galleria BPER nel 2026 – dopo Palazzo San Carlo di Modena, sede storica della banca, della direzione scientifica del progetto e della pinacoteca BPER – saranno Palazzo Farinosi-Branconio a L’Aquila, a fine agosto, e Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara, a ottobre.

 

Le parole chiave dei Poli Culturali BPER
«I Poli Culturali nascono dalla volontà di restituire pubblicamente un patrimonio costruito nel tempo attraverso la storia della banca e delle realtà territoriali confluite nel gruppo. La cultura viene interpretata come una responsabilità condivisa verso le comunità, mettendo a disposizione occasioni di conoscenza, partecipazione e crescita rivolte a pubblici diversi, con particolare attenzione alle nuove generazioni», precisa Bianchi.

La visione del progetto si fonda su alcune parole chiave che sanno di progresso e di civiltĆ : condivisione e accessibilitĆ  attraverso la rigenerazione di edifici storici seguendo i criteri di accessibilitĆ  e inclusione. La realizzazione dei due nuovi Poli Culturali ha comportato importanti interventi di recupero architettonico e museografico. Per Palazzo Barbantini Koch di Ferrara il progetto di restauro edilizio, riqualificazione degli spazi e allestimento museografico ĆØ stato affidato allo studio Progettisti Associati. A Palazzo Farinosi Branconio dell’Aquila, la progettazione architettonica, il restauro e il percorso espositivo sono stati curati dallo Studio Inverardi, specializzato nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio storico.

 

I capolavori nascosti
Ā«L’importanza di questo progetto sta anche nel fatto che opere di grandi valore sono uscite dagli uffici dove solo pochi le potevano godere (oltre al rischio di una tutele conservativa non adeguata) e ora sono a disposizione di tutti. Per esempio a Palazzo Barbantini-Koch, a Ferrara, che era sede di un banca, erano conservate, tra le altre, un’opera di Tiziano Vecellio, una del Guercino, una di Filippo De Pisis e di Gaetano Previati tra le altre. Dal nobiliare Palazzo Farinosi-Branconio, a L’Aquila, gravemente danneggiato dal sisma del 2009 e ora oggetto di un importante intervento di restauro conservativo, usciranno ā€œallo scopertoā€ opere di Luca Giordano, Mattia Preti, Salvator Rosa, tra le altre di artisti legati alla zonaĀ».

BPER Poli culturali
L’Aquila, Palazzo Farinosi Branconio, Foto storica
Ā«Un altro aspetto centrale del sistema di patrimonio diffuso che lega i Poli culturali – conclude Sabrina Bianchi – ĆØ la possibilitĆ  di una concreta circolaritĆ  delle opere per arricchire l’offerta culturale di ogni palazzo. E permettere a chi non si può spostare con facilitĆ  di godere comunque dei nostri tesoriĀ».

Ferrara, Palazzo Barbantini-Koch, restauro
I numeri del patrimonio culturale BPER
I numeri restituiscono la dimensione di un progetto che negli anni ha progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione: oltre 10mila opere conservate nelle collezioni del Gruppo, più di 2.500 capolavori di particolare pregio, oltre 50mila visitatori raggiunti, 27 mostre organizzate dal 2017 e 25 cataloghi pubblicati. A questi si aggiunge un patrimonio documentario costituito da un archivio storico con oltre 7mila unitĆ  archivistiche e da sei Quaderni d’Archivio dedicati alla valorizzazione e alla divulgazione delle raccolte. Cifre che raccontano una strategia orientata non solo alla conservazione ma anche alla condivisione pubblica e alla costruzione di una rete culturale diffusa sul territorio.

*Giornalista ed esperta d’arteĀ 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarĆ  pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *