VIOLENZE E RICATTI SU UNA 12 ENNE: RESTA IN CARCERE IL 18ENNE COINVOLTO
Violenze e ricatti su una dodicenne, resta in carcere il 18enne imputato: disposta una perizia sul contesto familiare
SULMONA – Rimane detenuto il diciottenne della Valle Peligna accusato, insieme ad altri due ragazzi minorenni già giudicati separatamente, di gravi reati commessi ai danni di una dodicenne di Sulmona. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale dell’Aquila, Marco Billi, che ha respinto la richiesta della difesa di sostituire la misura cautelare con una meno afflittiva, ritenendo ancora attuali le esigenze che giustificano la permanenza in carcere.
Nel corso dell’udienza, il giudice ha invece accolto l’istanza dell’avvocato Alessandro Scelli disponendo una perizia sul contesto socio-familiare dell’imputato. L’incarico sarà conferito il prossimo 7 luglio alla dottoressa Maria Grazia Marinangeli, chiamata a valutare se le condizioni di disagio emerse nell’ambiente di crescita del giovane possano aver inciso sul suo percorso personale.
Si è costituita parte civile anche la famiglia della presunta vittima, assistita dall’avvocata Maria Grazia Lepore, che ha avanzato una richiesta di risarcimento danni pari a 200 mila euro.
Il procedimento trae origine dalla denuncia presentata dalla dodicenne nell’agosto dello scorso anno, quando la ragazza, rivolgendosi al numero di emergenza 114, avrebbe raccontato di essere stata vittima di ripetute violenze e di pressioni psicologiche dopo la diffusione di un video a contenuto sessualmente esplicito in una chat di messaggistica.
Le successive indagini dei carabinieri avrebbero consentito di ricostruire un presunto sistema di ricatti, fondato sulla minaccia di divulgare immagini intime, che avrebbe costretto la minore a subire ulteriori abusi. Nel corso delle investigazioni sono stati sequestrati dispositivi elettronici dai quali sarebbero emersi video, messaggi e file audio ritenuti di interesse dagli inquirenti.
La giovane, ascoltata con le modalità protette previste dalla legge, ha confermato le proprie dichiarazioni anche nell’incidente probatorio.
Per la stessa vicenda, lo scorso aprile, i due imputati minorenni sono stati condannati con rito abbreviato rispettivamente a quattro anni e sei mesi e a tre anni e otto mesi di reclusione.
Resta inoltre aperto il procedimento parallelo sulle presunte violenze denunciate da uno dei ragazzi durante la permanenza negli istituti penali minorili. Nell’ambito di un incidente probatorio davanti al giudice di Roma, il quattordicenne ha ribadito le accuse nei confronti di cinque agenti della polizia penitenziaria, sostenendo di aver subito maltrattamenti e intimidazioni. Gli atti sono ora all’esame della Procura competente, che dovrà decidere sulle eventuali ulteriori iniziative giudiziarie.



