SORELLE SCOMPARSE: LA PISTA DELLA FUGA ORGANIZZATA PRENDE SEMPRE PIÙ CORPO
Sorelle scomparse, la pista della fuga organizzata prende sempre più corpo: spuntano video e messaggi in codice
CIVITELLA ALFEDENA, 16 giugno – Più passano i giorni, più l’ipotesi di una fuga preparata nei minimi dettagli sembra guadagnare terreno. Gli investigatori che stanno cercando Sarah e Alisya Di Giacinto, le sorelle di 12 e 16 anni scomparse dalla casa famiglia “Off Hope” di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno, stanno ricostruendo una serie di elementi che farebbero pensare a un allontanamento pianificato con il possibile supporto di persone esterne.
Uno degli aspetti ritenuti più significativi riguarda la stanza occupata dalle due ragazze. Al momento della scomparsa mancavano vestiti, prodotti per il trucco e altri effetti personali, circostanza che lascerebbe ipotizzare una partenza organizzata piuttosto che una decisione improvvisa presa nel cuore della notte.
A rafforzare questa ricostruzione ci sono anche alcuni fogli manoscritti sequestrati dai carabinieri durante i sopralluoghi nella struttura. Si tratterebbe di appunti redatti con un linguaggio criptico, ora al vaglio degli inquirenti, che potrebbero contenere indicazioni utili per ricostruire eventuali contatti e modalità dell’allontanamento.
Nel fascicolo investigativo sono finite inoltre le immagini di videosorveglianza acquisite nelle ultime ore. Un filmato riprende le due sorelle la sera del 6 giugno mentre escono da un bar di Civitella Alfedena con felpe e cappucci calati sul capo: erano le 21.26. Le ragazze rientrarono nella struttura intorno alle 23, prima di sparire definitivamente tra le 2 e le 5 del mattino successivo. Altri video sono attualmente oggetto di analisi da parte degli investigatori.
Tra le persone ascoltate figura anche il fidanzato diciottenne di Alisya, un giovane egiziano che in passato aveva soggiornato nella stessa comunità educativa. Convocato nuovamente dai carabinieri di Villetta Barrea, avrebbe manifestato la convinzione che le due ragazze possano trovarsi «in un luogo segreto con la madre». Si tratta di una sua personale supposizione, che gli inquirenti stanno comunque verificando.
Gli investigatori ritengono poco plausibile che due adolescenti abbiano deciso di inoltrarsi da sole nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, priva di telefoni e caratterizzata da zone impervie. Per questo prende consistenza la teoria secondo cui qualcuno le avrebbe attese all’esterno della struttura. A supporto di questa pista ci sarebbero anche i fari di un’automobile immortalati da una telecamera comunale nelle vicinanze della casa famiglia durante le ore della scomparsa.
Sul fronte giudiziario risultano presentate quattro denunce: due per sottrazione di minori e due per abbandono di minori, avanzate dai genitori delle ragazze. Le iniziative hanno dato origine a distinti filoni d’indagine aperti dalle Procure di Sulmona e Cassino, con particolare attenzione anche all’operato dei responsabili della comunità educativa.
Proprio per fare il punto sulle attività investigative, il procuratore della Repubblica di Sulmona Luciano D’Angelo ha convocato nelle scorse ore una riunione di coordinamento con il sostituto procuratore Stefano Iafolla e tutte le forze impegnate nelle ricerche. L’orientamento investigativo prevalente escluderebbe al momento un rapimento a sfondo sessuale, privilegiando invece la tesi di una fuga preparata in anticipo.
Dal canto suo, la società che gestisce la casa famiglia respinge ogni addebito. Il presidente e legale rappresentante di OfH, Maurizio Volpini, ha ribadito la correttezza dell’operato della struttura, dichiarandosi sereno rispetto agli accertamenti della magistratura e pronto a difendersi nelle sedi opportune.
Nel frattempo proseguono senza interruzione le ricerche sul territorio e l’analisi di testimonianze, immagini e altri elementi raccolti dagli investigatori, con l’obiettivo di ritrovare Sarah e Alisya e chiarire definitivamente cosa sia accaduto nella notte della loro scomparsa.



