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MEDUSA, DAFNE E IL TRONO D’OVIDIO

Medusa, Dafne e il trono di Ovidio: quando il volontariato vale più di mille critiche

di Claudio Lattanzio

Questa mattina, in piazza Capograssi, molti passanti hanno pensato che fosse arrivata la fine per una delle opere più caratteristiche del piccolo spazio verde dedicato ai richiami della classicità ovidiana. Vedere l’artista Marco Di Iorio all’opera con una motosega, affiancato da Franco Iezzi, ha alimentato il timore che il manufatto in legno raffigurante alcuni personaggi delle Metamorfosi – tra cui Medusa, Dafne e il trono simbolicamente legato a Ovidio – fosse destinato a essere rimosso definitivamente.

La realtà è ben diversa. L’opera, commissionata anni fa da Franco Iezzi e realizzata proprio da Marco Di Iorio per arricchire quello spazio pubblico, non viene demolita ma restaurata. Il tempo, la pioggia, il sole e le intemperie ne hanno compromesso alcune parti, rendendo necessario un intervento di manutenzione profonda affinché possa tornare presto al suo posto e continuare a rappresentare un omaggio alla tradizione culturale della città e al suo poeta più illustre.

Eppure, non sono mancati coloro che avevano auspicato la sua eliminazione. È il riflesso di una tendenza sempre più diffusa: quella di criticare il lavoro altrui senza proporre alternative e, soprattutto, senza offrire il minimo contributo alla collettività. C’è chi osserva, giudica e contesta, ma resta spettatore; e c’è chi invece dedica tempo, impegno e risorse personali per preservare un bene comune.

La vicenda del restauro dell’opera di piazza Capograssi dimostra quanto sia prezioso il volontariato civico. Se oggi quella scultura potrà continuare a raccontare le figure immortali delle Metamorfosi, è grazie alla disponibilità di chi ha deciso di intervenire in prima persona per recuperarla, anziché lasciarla deteriorare o scomparire.

In una fase storica in cui gli enti locali devono fare i conti con risorse economiche limitate, l’impegno volontario rappresenta un patrimonio irrinunciabile. Non sostituisce il dovere delle istituzioni, ma contribuisce concretamente a mantenere vivi gli spazi pubblici, il decoro urbano e la memoria culturale.

La differenza tra chi costruisce e chi critica è tutta qui. I primi lasciano un segno tangibile nella comunità, i secondi spesso si limitano a commentare ciò che fanno gli altri. Se ogni cittadino dedicasse anche solo una piccola parte del proprio tempo a prendersi cura di un giardino, di un monumento, di una piazza o di un’iniziativa collettiva, le nostre città sarebbero migliori.

Il restauro dell’opera dedicata ai personaggi delle Metamorfosi non è soltanto un intervento di manutenzione. È un messaggio di amore per il territorio, di rispetto per la cultura e di fiducia nel valore del fare. Con buona pace di chi, invece di rimboccarsi le maniche, preferisce limitarsi a criticare.

Un commento su “MEDUSA, DAFNE E IL TRONO D’OVIDIO

  • Panfilo Cantelmi

    concordo sul dovere di impegnarsi a prenderci cura dei beni pubblici ma vorrei segnalare però che esistono anche i malfattori , tipo quelli che RIPETUTAMENTE continuano a cercare di distruggere una povera pianta in piazza Sallustio e che invece io mi ostino a recuperare….

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