BIBLIOTECA PER RAGAZZI A BAZZANO. PAOLO ROMANO: BUONA L’INIZIATIVA, MALE LA DURATA DI SOLI DUE MESI
L’AQUILA – Fa piacere vedere finalmente lāapertura di una biblioteca per ragazzi e la concretizzazione di un intervento finanziato attraverso le risorse del Bando Periferie del 2016. Si tratta certamente di unāiniziativa positiva, ma che va letta per quello che ĆØ: il progetto annunciato copre sostanzialmente i mesi di giugno e luglio e non rappresenta quella risposta strutturale culturale di cui si ha bisogno.
Non si può fare a meno di evidenziare poi da quanto tempo siano disponibili i fondi utilizzati da Biondi e Tursini che erano stati trovati e destinati da Massimo Cialente per progetti sociali legati ai territori dei progetti case. Per otto anni queste risorse – pari a 18 milioni di euro – sono rimaste inutilizzate e adesso vengono spese solo tra manutenzioni ai progetti Case e piccoli progetti sociali come questo che sono i benvenuti, ma con la consapevolezza che serve altro.
Da tempo segnaliamo le occasioni perse che riguardano i servizi rivolti ai più piccoli e alle famiglie. Ricordo la vicenda della biblioteca regionale per bambini sotto i portici, sulla cui mancata apertura dopo lāinaugurazione sono intervenuto più volte pubblicamente, oppure la vergogna della ludoteca del Parco del Sole, chiusa ormai da gennaio e ancora senza una prospettiva certa di riapertura e consolidamento del servizio.
Sì tratta di realtà che avrebbero dovuto rappresentare punti di riferimento permanenti e che invece continuano a vivere una condizione di precarietà e incertezza. Nelle politiche comunali si latita da sempre su una visione complessiva capace di garantire continuità e stabilità ai servizi prediligendo iniziative di breve durata o progetti limitati nel tempo.
Quello che si sta facendo a Bazzano con lāapertura della biblioteca per ragazzi svela giĆ il verme nel frutto: Biondi e Tursini stavano per farsi scadere i fondi anche di questo progetto; inoltre la durata di soli due mesi non lascerĆ il tempo nĆ© per essere conosciuto dalla cittadinanza nĆ© di certo per attecchire nella routine culturale delle famiglie.
Senza una programmazione di lungo periodo il rischio è quello di inaugurare progetti che funzionano per pochi eletti e per qualche mese, senza creare le condizioni perché possano camminare con le proprie gambe e costruire cultura.
Un ringraziamento va chiaramente alle associazioni e a tutti i soggetti del territorio che, anche in questa occasione, daranno il proprio contributo e impegno.
Tuttavia, il salto di qualità che serve non può essere scaricato sul volontariato e sul terzo settore.
La responsabilitĆ di garantire servizi stabili, continui e adeguatamente programmati spetta innanzitutto al Comune, che deve assumersi il compito di trasformare le buone iniziative in politiche permanenti per la comunitĆ .




