UN’AULA STUDIO FINANZIATA CON I SOLDI DEL CARTELLONE ESTIVO
Una proposta per Sulmona: un’aula studio finanziata con una parte minima dei fondi del cartellone estivo
di Marco Slberico
L’assemblea pubblica dello scorso 22 maggio, indetta dal Comitato Biblioteca Sulmona alla Libreria Ubik, non si è limitata alla solita lista di lamentele sulla cultura che manca, ma ha segnato il vero e proprio punto di partenza della ‘Vertenza Biblioteche’. La proposta della società civile è semplice, ovvero destinare una quota tra il 10% e il 20% dei fondi usati per il cartellone degli eventi estivi alla creazione immediata di un’aula studio comunale. Non si tratta di fare la guerra al divertimento o al turismo, tutt’altro, ma si tratta di ristabilire le priorità di una città d’arte che sta dimenticando i suoi cittadini più giovani.
Per l’ennesima volta si attenderanno risposte dai rappresentanti istituzionale del Comune di Sulmona
Facendo il punto della situazione degli spazi di aggregazione culturale, Sulmona ha la biblioteca comunale chiusa nonostante i lavori sismici e la biblioteca regionale ridotta al lumicino tra carenze di personale e una sede provvisoria e insufficiente nei locali INPS, mentre Palazzo Portoghesi sembra finito nel dimenticatoio della politica. Quest’ultimo sarebbe destinatario di 100.000 € finalizzati per la progettazione, ma ancora non si muove una foglia.
In questo deserto di spazi di aggregazione, la proposta del Comitato Biblioteca Sulmona è intrisa di pragmatismo amministrativo. Tagliare una piccolissima fetta dei fondi pubblici allocati all’intrattenimento stagionale non impoverirà l’estate sulmonese, ma significherà sbloccare e reperire risorse velocemente. La cultura deve, o almeno dovrebbe, essere, prima di tutto, un diritto quotidiano per chi vive il territorio.
Città vicine come Avezzano e Giulianova hanno appena inaugurato nuove biblioteche e spazi per la comunità, dimostrando che quando c’è la volontà politica, la macchina amministrativa può essere efficiente. L’aula studio non deve essere solo una stanza con dei tavoli, ma il primo mattone di un progetto più ampio. Come emerso dagli interventi dell’assemblea, la città ha bisogno di un polo culturale vivo che favorisca l’aggregazione giovanile e la cittadinanza attiva, di una forte innovazione tecnologica per recuperare il ritardo su catalogazione e digitalizzazione del patrimonio librario, e infine di una chiara responsabilità politica attraverso l’istituzione di una figura comunale di riferimento che risponda direttamente della gestione dei luoghi culturali.
La straordinaria partecipazione intergenerazionale all’assemblea dimostra che la città è pronta e che il tema scuote le coscienze di tutti, dai ragazzi agli anziani. Per l’ennesima volta si attenderanno risposte dai rappresentanti seduti a Palazzo San Francesco. La mobilitazione cittadina è sempre più matura e consapevole.



