OTTO GIORNI SENZA ALISYA E SARAH
Otto giorni senza Alisya e Sarah: il mistero si infittisce, tra indagini e appelli resta il silenzio
CIVITELLA ALFEDENA, 15 Giugno ā Il tempo scorre, ma di Alisya e Sarah Di Giacinto non cāĆØ ancora alcuna traccia. Otto giorni dopo la loro scomparsa dalla comunitĆ educativa āOfh Hopeā di Civitella Alfedena, il mistero resta fitto e ogni ora che passa aumenta lāangoscia di familiari e investigatori, impegnati a ricostruire cosa sia accaduto nella notte tra il 7 e lā8 giugno.
Le ricerche sono state imponenti. Sul territorio sono entrati in azione unitĆ cinofile, droni, elicotteri, sommozzatori e decine di operatori, ma senza risultati. Lāattenzione degli inquirenti si ĆØ cosƬ progressivamente spostata dallāambiente circostante alla ricostruzione delle ultime ore trascorse dalle due sorelle allāinterno della struttura che le ospitava.

Parallelamente allāinchiesta per sottrazione di minori, la procura della Repubblica di Sulmona ha aperto un secondo fascicolo ipotizzando il reato di abbandono di minori. Lāindagine nasce dalla denuncia presentata dal padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, assistito dallāavvocato Francesco Ricciardi, che attribuisce ai gestori della comunitĆ una corresponsabilitĆ nella vicenda per presunte carenze nella vigilanza e nei tempi di attivazione dei soccorsi.
Nei confronti della titolare della struttura ĆØ stato notificato un avviso di garanzia, atto ritenuto necessario per consentire gli approfondimenti investigativi. Al centro degli accertamenti ci sono la presunta segnalazione tardiva della scomparsa, le modalitĆ con cui le adolescenti avrebbero lasciato la comunitĆ , la presenza di una finestra danneggiata priva di inferriate e lāassenza di sistemi di allarme o videosorveglianza.

Anche la madre delle due ragazze, Valentina DāAcunto, attraverso i suoi legali Enrico Mastantuono, Giuseppe DāAmici e Massimo Montanaro, chiede che venga fatta piena luce sulla gestione delle ore decisive: dagli orari dellāallontanamento ai controlli interni, dai turni del personale ai rapporti con servizi sociali e autoritĆ competenti. Secondo i difensori, lāattenzione deve concentrarsi innanzitutto su chi aveva il dovere di garantire la sicurezza delle due minori.
Nel frattempo gli investigatori continuano a seguire ogni possibile pista. Le immagini delle telecamere di sorveglianza avrebbero immortalato il passaggio di alcune automobili tra le 2 e le 5 del mattino e una di queste viene considerata potenzialmente rilevante. La stanza occupata dalle ragazze ĆØ stata posta sotto sequestro, mentre i telefoni cellulari, lasciati allāinterno della comunitĆ prima della scomparsa, sono stati acquisiti dalla procura per gli accertamenti tecnici.
Il caso è reso ancora più delicato dal contesto familiare. Alisya e Sarah erano entrate nel circuito delle case famiglia tre anni fa in seguito alla difficile separazione dei genitori e, dopo essere state ospitate in strutture diverse, erano state riunite a Civitella Alfedena solo un anno fa. Pochi giorni prima della loro scomparsa, il Tribunale per i minorenni di Cassino aveva revocato la sospensione della responsabilità genitoriale nei confronti del padre, decisione che la madre ha annunciato di voler impugnare.

Ā«Che la scomparsa sia avvenuta a pochi giorni dalla sentenza ĆØ un dato storicoĀ», osserva lāavvocato Ricciardi, mentre Stefano Di Giacinto continua a lanciare un appello accorato: Ā«Tornate a casa, vi pregoĀ».
A rendere ancora più dolorosa lāattesa ci sono le parole scritte mesi fa da Alisya in una lettera destinata alla sorella: «à brutto stare qui senza di voi⦠vi voglio un mondo di bene e ve lo vorrò per sempreĀ». Un messaggio che oggi assume il valore di un simbolo della speranza con cui familiari e investigatori attendono di poter finalmente riabbracciare le due ragazze.
Nelle ultime ore una segnalazione aveva fatto sperare in una loro presenza nella stazione ferroviaria di Avezzano, ma gli accertamenti non hanno trovato alcun riscontro. Le ricerche, tuttavia, proseguono senza sosta.



Ricerche imponenti iniziate però 5 giorni dopo la scomparsa….. non ĆØ un po’ strano?