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SORELLE SCOMPARSE, I GENITORI DENUNCIANO LA CASA FAMIGLIA

Sorelle scomparse, i genitori denunciano la casa famiglia: “Fare piena luce sulle responsabilità

CIVITELLA ALFEDENA – A una settimana dalla scomparsa di Sarah e Alisya, le due sorelle di 12 e 16 anni allontanatesi dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, il fronte giudiziario si allarga. Sia il padre che la madre delle ragazze hanno infatti deciso di rivolgersi alla magistratura, chiedendo di accertare eventuali responsabilità nella gestione della struttura educativa da cui le minorenni sono sparite nella notte senza lasciare tracce.

Il padre delle ragazze, assistito dall’avvocato Francesco Ricciardi, ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Sulmona e alla Procura per i minorenni dell’Aquila, ipotizzando possibili profili di negligenza e imperizia da parte degli operatori della comunità. Secondo il genitore, non sarebbe stata garantita un’adeguata vigilanza per impedire alle due figlie di uscire dalla finestra della loro stanza e allontanarsi indisturbate.

«C’è stata una sentenza del tribunale che ha revocato la sospensione della potestà genitoriale per il padre delle bambine e, a distanza di pochi giorni, è avvenuta la scomparsa. Possiamo formulare diverse ipotesi, ma questo resta un dato storico», ha dichiarato l’avvocato Ricciardi, che questa mattina ha raggiunto insieme al suo assistito i pressi della struttura per seguire da vicino l’evoluzione delle ricerche.

L’ipotesi investigativa di un possibile rapimento o comunque dell’intervento di un adulto che possa aver favorito la fuga delle ragazze rende ancora più delicata la vicenda. Proprio per questo motivo il padre ritiene necessario accertare se la casa famiglia abbia adottato tutte le misure di sicurezza e controllo previste.

Intanto i carabinieri della Compagnia di Castel di Sangro, su disposizione della Procura di Sulmona, hanno effettuato un nuovo sopralluogo all’interno della struttura, soffermandosi in particolare nella camera occupata dalle due sorelle, notificando inoltre il verbale di perquisizione al personale della comunità.

Anche la madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, attraverso i propri legali, annuncia iniziative giudiziarie nei confronti della casa famiglia. I difensori chiedono che venga fatta piena chiarezza sugli orari effettivi dell’allontanamento, sulle modalità con cui le minorenni sarebbero riuscite a lasciare la struttura, sui controlli interni, sui turni del personale, sui tempi con cui è stato dato l’allarme e sulle comunicazioni intercorse con servizi sociali, tutori e autorità competenti.

«Non si intende anticipare alcuna responsabilità penale, civile o disciplinare, che spetta all’Autorità giudiziaria accertare – precisano i legali – ma quando scompaiono due minori da una struttura deputata alla loro protezione è inevitabile interrogarsi su chi ne avesse la responsabilità immediata sotto il profilo della vigilanza e della sicurezza».

La donna, spiegano ancora i suoi difensori, continuerà a collaborare con gli investigatori fornendo ogni elemento utile alle ricerche, riservandosi però ogni iniziativa nelle sedi competenti sia in relazione ai provvedimenti che hanno inciso sull’affidamento delle figlie sia per eventuali responsabilità che dovessero emergere sulla mancata vigilanza, sulle comunicazioni e sull’organizzazione della struttura.

Sul fronte delle ricerche proseguono senza sosta le operazioni coordinate dalla Procura di Sulmona. Oggi sono state impiegate 36 unità tra vigili del fuoco, protezione civile e volontari, con l’ausilio delle unità cinofile nell’area del lago di Barrea. I sommozzatori stanno perlustrando le zone circostanti senza effettuare immersioni, mentre per la giornata di domani è previsto l’arrivo di ulteriori rinforzi. Nel frattempo il padre continua a lanciare il suo appello: «Non è vero che le mie figlie non volevano stare con me. Figlie mie, tornate a casa».

Un commento su “SORELLE SCOMPARSE, I GENITORI DENUNCIANO LA CASA FAMIGLIA

  • i nostri efficenti Servizi Sociali -Case Famiglia

    Case Famiglia…ecco cosa sono ,tutto fuorchè un luogo di “PROTEZIONE”…osservate la famiglia del bosco a Palmoli ,la mamma in netto contrasto con la “Struttura” un covo di poteri di cui nn si sa nulla…dove orbitano Psicologi ,Psicoterapeuti,Assistenti Sociali, Educatori,Tutore Legale,tutto da riformare.

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