TUTTE TENEMME DU’ POPOLE, PERÒ CI STA’ NU… PERÒ !!!
Tutte tenemme du’ popole, pero’
ci sta’ nu…pero’.
di Ennio Bellucci
Eravame ‘nu reute de cumpegne
stavame, ‘nnenze la Maronne,
a chiacchiara’ i a spettegulie’
su i fette i fattariolle che succirene
ogni iurre a Pratele i pe’ ecche vecioine. Passe Nicole i subbete
eune de neuu recio’:”Echete
che brav’ome, che brava persaune è
quisse.” I no rembecco’ Francische.
:”Proprie pe’ nionte, è brutte peccerille
i male cavate.” Iojje ne’ reciotte nionte, i
rentre de mojje pensiotte.
:” Ave’ raggiaune Resarie, mamma majje,
che me rece’ sempre.Eniu’ ‘nte fere’ de chele che roice la ggente…spisse parla a sproposite, i ne’ sa chele che s’acconte. Tutte tenemme du’ popole.
Perfine Gesu’ Criste i ha teneute. Percio’.
va’ pe’ la vojje tajje i ne’ te ne ‘mpurta’.Però
ne’ fa’ me male a nesceune.Le chiecchiere
stenne a zere.”
La storie è cusci’.Spisse se parle senza sapajje,
tante pe’ ricere coccause , i se sbajje.
I se pijjene i cecheune.
Pero’, roice iojje:” Quande eune è faveze,
cattoive,i buscerde ….ce e’ i…bbaste…Notte…Veni’!
L’alto senso avversativo di una congiunzione
di Rinaldo Liberatore
Anche questi versi inediti di Ennio Bellucci sono caratterizzati da una forte valenza allegorica con finalità educative.
Partendo da un prologo usato a pretesto per soffermarsi sulle opinioni diverse che si possono maturare sulle persone, Ennio riascolta l’eco della voce della mamma Rosaria, vera ‘magistra vitae’, che gli raccomanda di non fare mai del male a nessuno e non dare peso alle chiacchiere della gente perché tutti abbiamo ‘du’ popole’.
Ennio dà credito alla saggezza della mamma, ma sente forte il desiderio di inserire una personale riserva affidata alla congiunzione avversativa però: se una persona è cattiva, falsa e bugiarda ci sono poche analisi e tentativi di relativizzazioni possibili.
I valori etici di Bellucci non ammettono repliche e rappresentano il segno della sua autenticità e della sua essenza più intima.
Come Kant nella “Critica della ragion pratica”, Ennio sa rimirare il cielo stellato sopra di lui, ma non può esimersi dall’applicare la legge morale che lo abita.




Una nuova ” chicca “del nostro
Dottor Bellucci.
Quanta verita’ racchiude e si intravede nelle belle parole della poesia.
Bravo Ennio.
Bella poesia ricca di spunti e foriera di numerose riflessioni filosofiche ed etiche. Il richiamo kantiano finale nel commento di Rinaldo è come l’ultimo colpo fragoroso di un fuoco pirotecnico. Bravo il poeta allusivo e il colto commentatore
Ennio saggio e sicuramente da applicare il consiglio di mamma Rosaria. Contro i cattivi, i bugiardi e…
c’e poco da fare.Pero’…come tu dici bene , c’e sempre un pero’….
Bravo e sincero….con stima.
Ci risiamo mi è impossibile non mettere un post su questi discorsi fatti in questo modo oltre a leggere il ns dialetto ma si percepisce anche di come siamo fatti e da quale persone siamo circondati Bene!!!!!!! Io questi due popoli che ognuno di noi ha li divido in questo modo : le persone intelligenti che un piacere parlare perché alla fine della chiacchierata ti resta qualcosa peccato che per me questo sono pochi. Mentre gli altri li definisco gli emancipati che fanno finta di ascoltare ma per loro natura non hanno capito nulla e quando rispondono solo loro si capiscono e gli intelligenti lasciano corre . Mi limito a questo piccolo commento altrimenti ci si può fare un trattato visto gli ultimi tempi dov’è queste minoranze si fanno sentire arrogantemente ciao avanti così non fermarti ciao VIN
* Gaetano Villani. Io mi sono dato una regola: se tra le persone che non ti sono amiche, ce n’è qualcuna che tu stimi e apprezzi, allora ti devi preoccupare e capire il perché. Ma se le persone che ti sono avverse sono quelle che tu non consideri degne di essere annoverate tra i tuoi amici, allora “non ti curar di loro, ma guarda e passa”. Parafrasando il Sommo Poeta. * già Presidente del Consiglio comunale di Manoppello.
Questa poesia racchiude una grande verità che tutti, prima o poi, abbiamo toccato con mano: la gente parla, sentenzia e giudica ed è rarissimo che lo faccia con cognizione di causa.
L’autore ci mostra con arguzia come una persona possa essere al contempo esaltata da uno e demolita da un altro, nel tempo di un respiro.
La saggezza vera, quella della mamma Rosaria, sta nel silenzio interiore di chi sa lasciar scorrere le parole altrui senza lasciarsene ferire. Del resto le chiacchiere….valgono zero.