SORELLINE SCOMPARSE: IL DISPERATO APPELLO DELLA MADRE
Sorelline scomparse, il disperato appello della madre: «Sarah e Alysya, tornate. Mamma vi aspetta».
CIVITELLA ALFEDENA, 13 giugno – Un messaggio carico d’amore, speranza e dolore. È quello che la mamma di Sarah e Alysya, le due sorelline allontanatesi da una comunità protetta in Abruzzo e delle quali non si hanno ancora notizie, rivolge direttamente alle figlie nella speranza che possano ascoltarlo e decidere di mettersi in contatto con la famiglia.
La donna, con la voce spezzata dalla commozione, ha scelto di affidare ai media un appello accorato: «Sarah, Alysya, amori miei, se state ascoltando queste parole dovete sapere che la cosa più importante per me è che stiate bene.
Da quando non ho più vostre notizie ogni giorno che passa è pieno di preoccupazioni, ma anche di speranze. Speranze di potervi riabbracciare al più presto».
La madre invita le ragazze a non avere timore e a farsi vive quanto prima, assicurando loro comprensione e affetto. «Qualunque sia stato il motivo che vi ha portato ad allontanarvi vi chiedo di mettervi in contatto con noi. Mamma non è arrabbiata e ricordatevi che tutto si sistema, ma dobbiamo farlo insieme».
Le ultime parole sono un grido che racchiude tutta l’angoscia di una madre che aspetta soltanto di riabbracciare le proprie figlie: «Mamma v’aspetta. Siete la mia vita, vi prego tornate».
Le ricerche delle due minorenni proseguono senza sosta, mentre familiari e forze dell’ordine continuano a confidare in una svolta positiva e nel buon esito dell’appello lanciato dalla madre.




mi chiedo come possa una struttura utilizzata come casa famiglia per minori in difficoltà essere isolata come pare sia questa ora sotto i riflettori; e non solo ma non avere videosorveglianza e sistemi di allarme. queste ragazzi e non avevano un loro cellulare? se ne erano sprovviste chi può mai averle contattate e come? Forse bisogna controllare quelli che vivono nella stessa struttura, responsabili in primis ma quanti ci lavorano stabilmente, chi magari fa consegne di materiale vario abitualmente e anche gli altri ospiti. Immagino siano state aiutate da adulti ma purtroppo non trovo nessuno buon motivo per averle aiutate a lasciare quella casa. C’è una colpa enorme di chi gestisce la struttura, direi una grande incoscienza e faciloneria, avendo la responsabilità di persone magari fragili e in questo caso, minori. La maggiore ha 16 anni, età ingrata in cui tutto l’ignoto è buono e bello. Che vergogna, direi che i servizi sociali in Italia devono essere ripensati completamente.