SORELLE SCOMPARSE DA UNA CASA FAMIGLIA: IL 17 MAGGIO L’ULTIMO INCONTRO CON LA MADRE, AVVISATA DELLA SPARIZIONE SOLO DAI CARABINIERI
Valentina D’Acunto, la madre delle due sorelline svanite nel nulla da una casa famiglia di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, ha appreso della sparizione delle figlie soltanto alle 12.45 di domenica 7 giugno. La donna non è stata avvisata dalla struttura, ma è venuta a conoscenza del fatto quando i Carabinieri si sono presentati alla sua porta per verificare se le ragazzine fossero con lei. Poco dopo, la donna ha sporto una denuncia formale.
Il suo legale, l’avvocato Enrico Mastantuono – che assiste la donna insieme ai colleghi Giuseppe D’Amici e Massimo Montanaro – ha sollevato forti perplessità sulla gestione dei soccorsi e sulla mancata comunicazione da parte della casa famiglia, esprimendo inoltre profondo sconcerto per una vicenda che tocca due bambine della stessa età dei propri figli.
La situazione familiare delle piccole era complessa: i genitori sono divorziati e da anni avevano la responsabilità genitoriale sospesa, revocata del tutto al padre nelle ultime settimane. Le sorelline rifiutavano ogni incontro con la figura paterna, mentre mantenevano un rapporto regolare e affettuoso con la madre, incontrata l’ultima volta il 17 maggio e a cui scrivevano numerose lettere esprimendo la speranza di tornare a vivere con lei.
Sul fronte delle indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Sulmona Stefano Iafolla, l’ipotesi più accreditata è quella di un allontanamento pianificato con un aiuto esterno. Le ragazzine sono fuggite attraverso una finestra rotta e priva di inferriate. Gli inquirenti hanno già eseguito perquisizioni nelle abitazioni dei genitori e dei nonni materni e hanno acquisito i cellulari delle giovani, lasciati nella struttura, per analizzarne i dati. Nel frattempo, i cani molecolari non hanno ancora individuato la pista seguita dalle minori e tutte le segnalazioni di presunti avvistamenti in regione sono state smentite.



