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L’ARCHITETTO STEFANO CARDELLI. L’AQUILA E IL QUARTO CANTONE: CHIEDERE CHE VI TORNINO IL LICEO CLASSICO E LA BIBLIOTECA “TOMMASI” NON E’ NOSTALGIA

di Stefano CardelliĀ 
L’AQUILA – Cosa significa veramente “ricostruire”? Significa semplicemente rimettere in piedi dei muri di pietra o restituire a quei muri le persone, le storie e l’identitĆ  che li hanno resi vivi per secoli? La recente e lucida presa di posizione del Presidente dell’Ordine degli Architetti, Luca Carosi, sulla destinazione futura dell’aggregato del “Quarto Cantone’ solleva una questione che non possiamo più eludere, e che interroga il futuro stesso della nostra comunitĆ .
Dopo un monumentale restauro da oltre 60 milioni di euro, questo straordinario gigante di pietra nel cuore dell’Aquila ĆØ finalmente pronto. Ma per ospitare cosa? Le cittĆ  non vivono di soli uffici, di burocrazia o di scatole vuote in attesa di una destinazione qualunque. Vivono della stratificazione delle loro funzioni più nobili: la cultura, lo studio, la socialitĆ  spontanea.
Dire “NO alla delocalizzazione permanente” della Biblioteca provinciale Salvatore Tommasi e sostenere con forza il ritorno del Liceo Classico nella sua sede storica su Piazza Palazzo non ĆØ un’operazione nostalgia. ƈ una scelta urbanistica ed economica strategica. Un centro storico senza giovani, senza studenti che leggono sui gradini, senza il profumo dei libri storici nei loro scaffali concepiti su misura, rischia di trasformarsi in una bellissima, gelida scenografia teatrale priva di attori. Un borgo per turisti “mordi e fuggi”, privato della sua linfa vitale diurna. La visione proposta dagli architetti apre prospettive entusiasmanti, capaci di trasformare il Quarto Cantone in un modello europeo:
Immaginate la grande corte interna dell’ex Convitto aperta alla cittĆ , trasformata in una galleria pubblica viva, dotata di una pedana e di un pianoforte a disposizione di musicisti, studenti e artisti. Uno spazio d’incontro protetto dove far dialogare le generazioni.
Utilizzare i portici e i locali perimetrali del piano terra per divani, sale da tĆØ e spazi di lettura, riconnettendosi idealmente allo storico CaffĆØ Eden. Un flusso continuo tra lo studio, la cultura e la vita quotidiana. Cancellare la memoria storica di questo aggregato per mere logiche burocratiche sarebbe un errore imperdonabile. Oggi abbiamo le strutture, abbiamo la sicurezza statica, abbiamo le risorse. Quello che serve ora ĆØ un confronto pubblico immediato e trasparente tra enti proprietari, istituzioni, stazioni appaltanti e cittadini, per condividere un grande progetto di rilancio che rimetta la cultura al centro della ricostruzione immateriale. Restituiamo il Quarto Cantone alla sua vocazione. Restituiamo L’Aquila a chi la vive oggi e a chi la abiterĆ  domani.

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