LA RIVOLUZIONE DELL’AQUILA CALCIO 1927. DEL PINTO, BETTURRI, PELLICCIONI E ANDREUCCI: SCENDE IN CAMPO LA COMPETENZA
L’AQUILA – Il calcio ĆØ un ciclo continuo, un respiro che si ferma per ripartire con più forza. E a LāAquila, dopo il termine della stagione, si ĆØ deciso di premere il tasto reset per dare un nuovo, deciso impulso al progetto rossoblù. Non ĆØ una semplice ricostruzione, quella che sta prendendo forma negli uffici del club, ma un vero e proprio cambio di marcia, una “rivoluzione” ponderata, mirata a riportare sotto il Gran Sasso figure di spessore, che conoscono il valore di questa piazza e che hanno fame di risultati.
Lāasse del nuovo assetto societario
La notizia ĆØ di quelle che scuotono lāambiente: la dirigenza cambia pelle e lo fa inserendo figure di assoluto riferimento nel panorama calcistico locale e nazionale. Entrano in societĆ Betturri, Pelliccioni e una bandiera che torna a casa in una veste divers
a, quella di Del Pinto. L’ingresso di queste figure non ĆØ solo un atto formale, ma un segnale politico ed operativo chiarissimo: il club vuole blindarsi, strutturarsi in ogni suo ufficio e costruire una base solida su cui far poggiare le ambizioni di una tifoseria che non accetta più compromessi. Con competenze tecniche e gestionali ben definite, il trio si prepara a gestire una stagione 2026/2027 che si annuncia, fin dalle premesse, come quella della definitiva consacrazione.
La scelta per la panchina: il pragmatismo di Andreucci
Se l’assetto dirigenziale ĆØ il motore, la guida tecnica ĆØ il pilota. E per la panchina de LāAquila 1927 ĆØ stata scelta la soliditĆ esperta di Antonio Andreucci.
Un nome che è sinonimo di categoria, di lavoro sul campo, di un calcio votato al pragmatismo necessario per affrontare le insidie di un girone di Serie D sempre più competitivo.
Andreucci non ĆØ un tecnico che cerca le luci della ribalta attraverso proclami, ma un allenatore che costruisce le proprie squadre con metodo, attenzione ai dettagli e una lettura delle partite che spesso fa la differenza tra un piazzamento anonimo e la vittoria finale.
La sua impronta sarĆ , con ogni probabilitĆ , quella di una squadra corta, compatta, capace di soffrire quando serve e di colpire con cinismo.



