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GRANDE SUCCESSO DEGLI ABRUZZESI A ROMA PER LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO “GREGGE ROMANE” DI AGOSTINO ANNIBALDI

di Nando GiammariniĀ 

ROMA Bellissimo incontro, di alto livello culturale ieri pomeriggio, nella sede della Provincia di Roma a Palazzo Valentini. Lo stesso era a cura dell’ Associazione Abruzzese di Roma, il sodalizio più antico della Capitale, fondato nel 1886 da Silvio Spaventa. L’ occasione era la presentazione del libro ā€œ Gregge Romaneā€ di Agostino Annibaldi, armentario di Poggio Cancelli frazione del Comune di Campotosto, deceduto nel maggio del 1944 a causa della maledetta pazzia della mente umana: la guerra.

Infatti rimase gravemente ferito a causa dello spezzonamento aereo. Di elevato spessore gli interventi dei relatori:

L’ On. Fabio Porta Deputato della circoscrizione estera del PD che ha annunciato la presentazione di un progetto di legge per valorizzare il cammino dei pastori in maniera che possano diventare ancora di più patrimonio culturale ed una leva di rilancio delle aree interne. Il dott. Gianni Lattanzio, Segretario generale dell’ Associazione Ambientevivo il quale ha detto che la transumanza che Annibaldi canta, e l’Unesco e l’Europa riconoscono, ĆØ un laboratorio di idee per ripensare la relazione tra cittĆ  e campagna mobilitĆ  e radicamento sviluppo e cura del vivente.

Preciso e davvero illuminante, da vero esperto, l’ intervento di Ercole Di Girolamo, Sindaco di Campotosto e pastore transumante La prof.ssa Katia Ranieri , poetessa e scrittrice che alla fine del suo intervento ha omaggiata la platea con una bellissima poesia in vernacolo. Il prof. Elio Di Michele , docente che ha parlato dell’idea di pubblicazione del libro.

Giampiero Giamogante, estempore cantore e appassionato di cultura popolare, che ha voluto fortemente la presentazione ha trattato l’argomento della poesia estemporanea riferita al poema di Annibaldi. Una poesia sulla transumanza in ottava rima recitata dal sottoscritto ha entusiasmato il pubblico che l’ha salutata con un convinto e poderoso applauso.

La conclusione ĆØ stata affidata a Giovanni Kezich, antropologo di fama nazionale, autore della post fazione, che ĆØ giunto a Roma direttamente da Bolzano per partecipare allo speciale evento. Il nipote dell’Autore, Francesco Catarci, ha ricordato la bontĆ , la lungimiranza, l’altruismo e la generositĆ  dello zio.

Parlare oggi di Gregge Romane significa parlare non soltanto di un libro ma di una vera opera di restituzione culturale. Ben si comprende di trovarsi subito di fronte a un qualcosa di raro: non soltanto un poema pastorale ma una vera testimonianza di civiltĆ .

Attraverso i suoi 2500 versi in endecasillabi Annibaldi consegna alla memoria collettiva un mondo che rischiava di scomparire: quello della pastorizia transumante appenninica profondamente legata alla terra d’ Abruzzo. Leggere Agostino Annibaldi significa quindi ascoltare la voce autentica dell’ Abruzzo pastorale: una voce umile ma poetica al tempo stesso.

Capace ancora oggi di emozionare ed insegnare. Il presidente Nanni nel rivolgere il saluto ed il ringraziamento ai partecipanti ha ricordato l’ incontro dell’Associazione , il 22 giugno, con il Sindaco Gualtieri .

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