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PRESUNTE TORTURE NEL CARCERE MINORILE DI CASAL DI MARMO: DISPOSTO INCIDENTE PROBATORIO

Presunte torture nel carcere minorile di Casal del Marmo, il gip dispone l’incidente probatorio: tra le persone offese anche un 14enne della Valle Peligna

Sarà l’incidente probatorio, fissato per il prossimo 16 giugno dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Angelo Giannetta, a cristallizzare le testimonianze dei giovani detenuti che denunciano di aver subito violenze e minacce all’interno dell’istituto penale minorile di Casal del Marmo. Tra le persone offese figura anche il 14enne residente in Valle Peligna che, nell’aprile scorso, è stato condannato dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila a quattro anni e mezzo di reclusione per gli abusi e le estorsioni ai danni di una dodicenne di Sulmona.

L’inchiesta della Procura della Repubblica di Roma coinvolge cinque agenti della polizia penitenziaria, accusati a vario titolo di aver sottoposto alcuni detenuti minorenni a violenze fisiche e intimidazioni. Secondo l’impostazione accusatoria, i pubblici ufficiali avrebbero agito in concorso tra loro, procurando lesioni ai ragazzi con calci, pugni e schiaffi e accompagnando le presunte aggressioni con pesanti minacce.

Tra le frasi contestate dagli inquirenti vi sarebbe anche un monito rivolto ai giovani detenuti: «Se riferite qualcosa alle vostre educatrici, da qui non uscite più». Un comportamento che la Procura ritiene aggravato dall’abuso dei poteri connessi alla funzione ricoperta dagli indagati.

Nel caso del giovane della Valle Peligna, gli atti dell’inchiesta ipotizzano che sarebbe stato aggredito perfino durante il sonno e lasciato per giorni senza viveri e senza indumenti adeguati.

La vicenda rappresenta uno sviluppo significativo rispetto alla denuncia presentata dal padre del ragazzo, assistito dall’avvocato Alessandro Margiotta. In un primo momento l’uomo aveva ipotizzato che il figlio fosse vittima di aggressioni da parte di altri detenuti e aveva sporto denuncia contro ignoti per omissione di atti d’ufficio, torture e lesioni personali aggravate. Le indagini coordinate dalla Procura capitolina avrebbero invece portato a ricondurre le presunte violenze ad alcuni appartenenti alla polizia penitenziaria.

Nello stesso istituto sarebbe stato vittima di analoghi comportamenti anche l’altro minorenne coinvolto nella vicenda giudiziaria relativa agli abusi sulla dodicenne di Sulmona. Proprio da quel caso era scaturito un primo filone investigativo che vede come persone offese lui e altri diciotto detenuti minorenni. In quel procedimento risultano indagati altri otto agenti di polizia penitenziaria.

L’incidente probatorio consentirà di raccogliere le dichiarazioni dei ragazzi con modalità protette, evitando che debbano ripetere in futuro il loro racconto e preservando così il valore probatorio delle testimonianze nel prosieguo del procedimento.

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