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I LADRI, LA BIBBIA E LA VALLE PELIGNA…

di Luigi Liberatore 

L’ultimo colpo messo a segno dai ladri a Sulmona porta con sé un elemento nuovo che merita qualche riflessione per la estemporaneità dell’accaduto, cioè l’attenzione che ha riservato il ladro per una Bibbia posata su un comodino della casa che stava saccheggiando. Lui, o meglio uno di quelli della banda, l’avrebbe spostata da una camera ad un’altra nel bel mezzo del colpo, un particolare riferito agli inquirenti e che potrebbe offrire una traccia per risalire magari agli autori della incursione che si suppone siano sempre gli stessi che scorrazzano impunenente da tempo in Valle peligna. Il fatto che il libro sia stato traslato da una parte ad un’altra della casa evidenzia che della banda possa far parte un cristiano (non troppo devoto), e poi che a mettere a soqquadro la villetta sia gente che non prova affanno, nel senso che si muove con calma, stimando sicurezza eccessiva nelle proprie capacità. Provo ad immaginare la frustrazione che possa diffondersi tra le forze dell’ordine rispetto al replicare in Valle peligna di questi blitz  infrasettimanali mordi e fuggi che per la loro concezione sono difficilmente arginabili. Questo ultimo elemento dato da una Bibbia potrebbe offrire agli operatori di polizia un dettaglio non trascurabile proprio perché si tratta di un “particolare, cioè un indizio come il capo del gomitolo. In senso cristiano possiamo poi sperare che proprio da quella bibbia il ladro abbia avuto il tempo per scoprire il settimo comandamento: Non rubare. Ma è meno probabile…

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