AUTONOMIA DIFFERENZIATA, DI GIROLAMO LANCIA L’ALLARME
Autonomia differenziata, Di Girolamo lancia l’allarme: “Abruzzo in fondo alla classifica sanitaria, così si rischia di aumentare il divario”
ROMA – L’Abruzzo parte da una posizione di svantaggio sul fronte della sanità e l’autonomia differenziata, anziché ridurre le disuguaglianze, rischia di accentuarle. È il monito lanciato dalla senatrice del Movimento 5 Stelle Gabriella Di Girolamo dopo l’audizione della Fondazione Gimbe davanti alla Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Secondo la parlamentare, la fotografia presentata dalla Fondazione colloca l’Abruzzo nella fascia più critica per quanto riguarda i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), evidenziando difficoltà nell’assicurare ai cittadini le prestazioni sanitarie fondamentali. Un quadro che, a suo giudizio, dovrebbe indurre il Governo a intervenire per colmare le carenze esistenti prima di procedere con il trasferimento di ulteriori competenze alle Regioni.
«L’Abruzzo è in rosso, nella fascia più bassa – afferma Di Girolamo – e questo significa che non riesce a garantire pienamente i servizi sanitari essenziali. Eppure il Governo, invece di ridurre questi squilibri, punta a concedere maggiori poteri e risorse alle Regioni del Nord».
La senatrice richiama quindi le criticità che, a suo dire, caratterizzano il sistema sanitario regionale: carenza di personale, pronto soccorso in sofferenza e tempi di attesa prolungati per visite ed esami diagnostici. Problemi che incidono quotidianamente sulla qualità dell’assistenza ricevuta dai cittadini.
Nel mirino finisce anche il percorso dell’autonomia differenziata. Di Girolamo sostiene che, prima di attribuire nuove funzioni alle Regioni, sarebbe necessario definire i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep) e predisporre un’istruttoria approfondita caso per caso. «Nulla di tutto questo è stato fatto – osserva – mentre si procede con preintese uguali per territori profondamente diversi tra loro».
La parlamentare del Movimento 5 Stelle teme inoltre che il nuovo assetto possa consentire alle Regioni economicamente più forti di trattenere maggiori risorse e rendersi più competitive anche nell’attrazione di medici e specialisti, aggravando le difficoltà delle realtà già in sofferenza come l’Abruzzo.
«La nostra regione – conclude Di Girolamo – non ha bisogno di un’Italia a due velocità, ma di investimenti, personale e politiche capaci di ridurre i divari territoriali. Le preintese sull’autonomia differenziata devono essere fermate prima che producano effetti irreversibili».



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