VALLE PELIGNA AREA DI POVERICRISTI
di Mario Pizzola
Il voto unanime espresso dal Consiglio comunale di Sulmona per il riconoscimento della Valle Peligna quale area di crisi industriale complessa rischia di trasformarsi in un formidabile alibi per la maggioranza di governo. Nel senso che nei prossimi mesi potremmo avere tutta una serie di iniziative nelle stanze che contano senza che alla fine si approdi a nulla.
Iniziative che però consentiranno di far dire a chi detiene le leve del potere: āCari concittadini, noi ci abbiamo provato ma non ci siamo riusciti. Non ĆØ però colpa nostra bensƬ delle norme vigenti e dei suoi vincoli non superabiliā. Del resto, lāassessore regionale TizianaMagnacca lo ha detto chiaramente: āNon ci sono le condizioni giuridiche. La Valle Peligna non ha i requisiti tecnici necessariā. E il Sindaco Luca Tirabassi ha fatto da sponda: āSarĆ una strada tutta in salita, ma noi la percorreremo lo stessoā.
A cosa ci toccherĆ , dunque, assistere prossimamente? Ad una āammuinaā in stile Totò o, se preferiamo, ad una finta mobilitazione pienamente in linea con la tradizione gattopardesca del nostro Paese? E la famosa filiera scenderĆ finalmente in campo oppure no? I dubbi sono più che legittimi. Infatti, che essa fosse più un bluff per accalappiare voti che un aiuto reale lo si ĆØ capito ormai da tempo.
Non che il potere politico non abbia carte da giocare nei confronti di quelli che una volta erano definiti āi padroni del vaporeā, ma ĆØ evidente che le sue carte le spende innanzitutto in quelle aree in cui possono fruttare di più in termini di resa elettorale. CosƬ le risorse arrivano nelle zone più redditizie sul piano politico. E le aree interne,quelle erose da un continuo spopolamento? Che si arrangino!
Di esempi di subalternitĆ dei decisori politici nei confronti del potere economico ne abbiamo più di uno. Eā il caso della 3G che ci mostra la totale incapacitĆ dei nostri rappresentanti istituzionali, a tutti i livelli, di ottenere un minimo cambio di rotta da parte dellāEnel, che per di più ĆØ una societĆ partecipata dallo Stato.
Ancora più clamoroso ĆØ il caso della Snam. Tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione ā tranne pochissime eccezioni ā si sono piegate di fronte allāarroganza di una societĆ che sta usando il nostro territorio solo per distruggerlo e per fare cassa. CosƬ la nostra valle si ritroverĆ ulteriormente impoverita e senza un briciolo di ritorno occupazionale.
Proviamo a pensare per un attimo se i 180 milioni di euro del Pnrr,regalati dal governo alla Snam per realizzare unāopera inutile qual ĆØ la centrale di compressione, fossero stati invece investiti per lo sviluppo dellāarea peligna. Ma questa, stante lāattuale realtĆ , intrisa di sopraffazione, indifferenza e cinismo, sarebbe solo fantapolitica.
E allora che si fa? Si butta nel cestino la risoluzione approvata lunedƬ? No, essa rappresenta lāennesima occasione per mettere alla prova la nostra classe politica che dovrĆ percorrere non solo la strada indicata ma anche ogni altra possibile soluzione per cercare di risollevare un territorio altrimenti condannato ad un inesorabile declino.
Ma attenzione, credere che una risoluzione possa cambiare la nostra sorte ĆØ pia illusione. Se non ci sarĆ una forte mobilitazione dal basso che coinvolga non solo le istituzioni, ma anche tutte le forze sociali e lāintera cittadinanza, e che sia capace di portare la lotta davanti ai palazzi del potere, sia a LāAquila che a Roma, anche con modalitĆ non convenzionali ma rifuggendo da ogni forma di violenza, allora nulla cambierĆ . E la Valle Peligna resterĆ area di cristi. Di poveri cristi che non sapranno più a quale santo votarsi.



Andiamo tutti in piscina a Prezza!!!!