ROCCACASALE, L’APOTEOSI DELLA PRIMA CATEGORIA NEL SEGNO DI TARANTELLI: “UN’IMPRESA SCRITTA NEL DESTINO NEL RICORDO DI MIO PADRE”
Il cerchio della storia si è finalmente chiuso sotto la Rocca. Sei anni fa era un sogno sussurrato in Terza Categoria, oggi è una splendida realtà che risponde al nome di Prima Categoria. Il Roccacasale cancella trentotto anni di attesa e si regala la pagina più gloriosa del suo recente percorso calcistico, superando l’ostacolo Valle del Vomano al termine di una gara di ritorno che definire vietata ai deboli di cuore sarebbe un eufemismo.
Non è stata una domenica come le altre, e non poteva esserlo per come si erano messe le cose. Forti dell’1-0 conquistato all’andata in trasferta, i biancorossi si sono ritrovati sotto di due reti in un primo tempo da incubo, vedendo i fantasmi di una clamorosa beffa a un passo dal traguardo. Ma il cuore di questa squadra, guidata in panchina da mister Pietro Cardilli, ha battuto più forte della paura, confezionando nei tempi supplementari quel pazzesco 3-3 finale che ha dato il via ai caroselli di gioia in paese.
La spinta del presidente: «Noi non moriamo mai»
A vivere quei novanta minuti (più trenta) sul filo del rasoio è stato in prima linea il presidente Giovanni Tarantelli che, in un’intervista rilasciata al Centro, non nasconde le montagne russe emotive vissute in tribuna: «La mia squadra mi ha sempre abituato a queste altalene. A me la cosa che comunque ha sempre dato fiducia è che so che loro non mollano mai. Quindi non siamo mai morti. Certamente nel primo tempo qualche speranza l’avevo persa anche io, perché a parte il risultato era proprio la gamba che andava poco, c’era poco movimento, i ragazzi erano un po’ confusi. Però quello che mi dava coraggio è che noi siamo una squadra che ha segnato più di 80 gol in campionato e bastava un episodio, una scintilla per pareggiare i conti».
La svolta è arrivata negli spogliatoi, dove il gruppo si è guardato negli occhi prima di rientrare in campo con un altro piglio: «Già nei primi minuti del secondo tempo ho visto che la musica era cambiata, evidentemente qualche strigliata nello spogliatoio aveva fatto bene. Lì sono stato subito fiducioso. Ho capito che ce l’avremmo fatta guardando l’entusiasmo, la voglia e la rabbia che ho visto negli occhi dei ragazzi quando hanno fatto il gol del 2-1. In quel momento ho pensato: “Questi oggi fanno 5 gol o se no andiamo noi in Prima”. E infatti così è stato, non mi hanno smentito neanche questa volta, per fortuna. Sono davvero orgoglioso di loro».
Un filo rosso lungo 38 anni: il sogno di eguagliare il padre
Per Giovanni Tarantelli questo trionfo ha un sapore intimo, profondo, che scava nei ricordi d’infanzia e nelle radici di una famiglia da sempre legata ai colori del Roccacasale. Una vera e propria missione biologica e sportiva che si compie a distanza di quasi quattro decenni.
Ai microfoni del Centro, il patron biancorosso confessa con un pizzico di commozione: «Tocchiamo un bel argomento: esattamente 38 anni fa io, da giocatore, con mio padre e mio fratello sponsor andammo in Prima Categoria vincendo la regular season del campionato. Sei anni fa, quando ho preso questa società in Terza Categoria, il mio sogno segreto era proprio quello di eguagliare mio padre e mio fratello, riportando questa piccola comunità in Prima. Quindi oggi posso dirlo: ci sono riuscito sia come calciatore che come presidente».
Inevitabile, dunque, che la mappa dei ringraziamenti e delle dediche parta proprio da lì, da chi ha tracciato la strada tanti anni fa: «Il mio primo pensiero va sicuramente a mio padre, che fu orgoglioso allora e sicuramente lo sarà anche adesso da quassù. Poi a mio fratello Concezio che a suo tempo, con tanti sacrifici insieme a mio padre, fece sì che quel sogno si avverasse. E infine una dedica speciale va a mia moglie, alla mia famiglia e a tutti coloro che ieri hanno versato almeno una lacrima di gioia per questa splendida impresa».
Il futuro è già qui: blindato lo zoccolo duro e mister Cardilli
I fumi dei fumogeni e l’eco dei brindisi sono ancora nell’aria, ma una promozione storica richiede anche lucidità per il domani. Il presidente Tarantelli ha le idee chiarissime su come affrontare il terzo torneo regionale, e la parola d’ordine è una sola: meritocrazia. Il gruppo che ha vinto sul campo non verrà smantellato.
«Ci siamo fatti una piccola chiacchierata subito dopo i festeggiamenti — ha svelato Tarantelli — e ho espresso chiaramente la mia volontà di riconfermarli tutti, perché in fondo è giusto così. La Prima Categoria è roba loro. Noi come società li abbiamo messi nelle migliori condizioni di giocare, però quelli che sono scesi in campo e hanno fatto sacrifici pesanti in questi mesi sono stati proprio i ragazzi. Posso annunciare ufficialmente che si riparte con mister Cardilli e con lo zoccolo duro della squadra. Questo blocco vincente affronterà la nuova categoria. Lo confermo: Cardilli, fino a quando ci saranno le condizioni, sarà sempre con me. È una persona preparata, un ragazzo serio, disponibile. Lui imposta il rapporto soprattutto da un punto di vista umano, ed è quello che piace a me, perché parliamo chiaro: sulle nostre categorie si gioca un po’ più per passione che per altro. Il mister sarà ancora a lungo con me. E al nostro fianco ci sarà sempre il direttore sportivo Michele Anzellotti, una persona capacissima anche lui con valori umani eccelsi. Lo zoccolo duro dirigenziale saremo ancora noi tre al cento per cento».
Programmazione e ringraziamenti alla comunità
Nessun volo pindarico, però. La Prima Categoria è un campionato ostico che necessita di piedi ben piantati a terra, e i primi passi societari seguiranno una tabella di marcia precisa, senza frenesie.
«A breve ci metteremo al lavoro — ha concluso il presidente — Giustamente quest’ultima settimana è stata veramente drammatica per noi dal punto di vista emotivo, tra lo stress del prepartita e tutto il resto. Quindi adesso ci siamo presi una quindicina di giorni di meritato riposo. Poi ci siederemo a tavolino per gettare le basi e programmare la nuova stagione. Io di solito non sono un tipo a cui per natura piace solo partecipare. Chiaramente per il momento la Prima Categoria rappresenta un grandissimo punto di arrivo per noi, ma vogliamo assolutamente ben figurare. L’obiettivo minimo sarà una salvezza tranquilla. Poi, insieme al direttore, apporteremo qualche piccolo innesto sul mercato in base a quello che vorremo fare e in base alle specifiche richieste del mister, appunto per far sì che il nostro obiettivo venga realizzato senza affanni. Ci tengo tantissimo a ringraziare in modo particolare l’amministrazione comunale di Roccacasale, a partire dal sindaco Enrico Pace che ci è stato sempre vicino e ci ha dato costantemente una mano quando è stato possibile, mettendosi sempre a completa disposizione. E poi il mio grazie immenso va a tutti i roccolani, che quest’anno, ma in generale nei cinque anni della mia presidenza, hanno tribolato, sofferto e gioito insieme a me».



