Area Celestiniana, parte la raccolta firme ma i turisti protestano: “Un patrimonio lasciato a se stesso”
SULMONA – Parte oggi, 10 giugno, e proseguirà fino al prossimo 20 giugno, la raccolta firme promossa dall’Associazione Celestiniana Sulmona per chiedere un deciso cambio di passo nella gestione dell’Area Celestiniana del Morrone. Nel gazebo allestito in piazza del Carmine i cittadini potranno sottoscrivere una petizione finalizzata a sollecitare la convocazione di un consiglio comunale e l’approvazione di una delibera di indirizzo che impegni la giunta ad attivare il Partenariato Speciale Pubblico Privato per la valorizzazione e la gestione dell’intero complesso.
L’iniziativa, sostenuta anche da altre associazioni cittadine, punta a sbloccare una situazione che, secondo i promotori, si trascina da oltre due anni senza alcun passo concreto da parte dell’amministrazione comunale. L’obiettivo è dare finalmente attuazione a uno strumento previsto dalla normativa e ritenuto essenziale per garantire tutela, valorizzazione e fruizione di un’area di straordinario valore storico, culturale, turistico e religioso, comprendente anche l’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone, luogo simbolo della spiritualità celestiniana.
Al gazebo saranno presenti volontari pronti a fornire tutte le informazioni sulla petizione e sulle modalità di raccolta delle firme, promossa ai sensi dell’articolo 19 dello Statuto del Comune di Sulmona.
I turisti francesi mentre dall’Abbazia Morronese raggiungono a piedi il piazzale dell’Eremo di Sant’Onofrio
Nel frattempo, però, continuano a emergere le criticità che interessano quotidianamente il sito. L’Area Celestiniana resta di fatto affidata quasi esclusivamente all’impegno dei volontari e alla disponibilità del custode dell’Eremo, Stefano Ricottilli, il cui lavoro viene indicato da molti visitatori come fondamentale per assicurare un minimo di accoglienza e assistenza.
Proprio questa mattina una comitiva composta da circa cinquanta turisti francesi, tutti provenienti dall’Alta Savoia e in gran parte anziani, è stata costretta a percorrere a piedi l’intero tragitto dall’Abbazia Celestiniana fino all’Eremo di Sant’Onofrio, poiché il pullman non ha potuto raggiungere il piazzale a causa della sbarra installata all’ingresso della strada di accesso.
Una situazione che ha suscitato malumore tra i visitatori. «Un luogo di tale importanza meriterebbe un’organizzazione migliore e servizi adeguati all’accoglienza dei pellegrini e dei turisti», hanno commentato alcuni componenti della comitiva, lamentando la confusione con cui viene gestita un’area dal valore inestimabile sia sotto il profilo culturale sia sotto quello religioso. Gli stessi turisti, tuttavia, hanno voluto esprimere parole di sincera gratitudine nei confronti del custode Stefano Ricottilli, che si è messo spontaneamente a loro disposizione salendo fino all’Eremo per consentire al gruppo di effettuare regolarmente la visita.
La vicenda riaccende il dibattito sulla gestione dell’accesso al sito. Secondo diversi osservatori, basterebbe una semplice regolamentazione degli oraridi apertura e chiusura della sbarra, eventualmente affidata alla polizia locale o al personale incaricato, per consentire il passaggio controllato dei mezzi autorizzati e agevolare in particolare anziani, persone con difficoltà motorie e gruppi organizzati.
I turisti all’interno della chiesa dell’Eremo di Sant’Onofrio
Per i promotori della raccolta firme, episodi come quello accaduto ai visitatori francesi rappresentano l’ennesima dimostrazione della necessità di una gestione strutturata e di una strategia capace di restituire all’Area Celestiniana il ruolo che merita nel panorama turistico e spirituale dell’Abruzzo.
Se l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luca Tirabassi intende davvero puntare sul rilancio turistico dell’Area Celestiniana e trasformarla in uno dei principali attrattori del territorio, è arrivato il momento di dimostrarlo con i fatti. Le dichiarazioni d’intenti non bastano più: serve prendere in mano una situazione che da troppo tempo si trascina tra ritardi, disservizi e occasioni mancate, affrontando e risolvendo in via definitiva le criticità che ancora oggi penalizzano uno dei luoghi più preziosi sotto il profilo storico, culturale e religioso dell’intero Abruzzo. Solo così sarà possibile offrire ai visitatori un’accoglienza all’altezza del valore inestimabile del complesso celestiniano e con conseguenti ricadute economiche per l’intero territorio peligno.