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PROTETTORI SECONDARI

9 giugno 1699

PROTETTORI SECONDARI

di Fabio Valerio MAIORANO

Terremoti, carestie, calamità naturali, guerre ed epidemie hanno flagellato per secoli le nostre popolazioni che imploravano protezione al santi, affinché intercedessero con il Pa-dreterno. I sulmonesi hanno sempre dimostrato particolare devozione per San Panfilo vescovo ma, per “dargli man forte”, il 9 giugno 1699 il Parlamento Cittadino elesse san Francesco Saverio e sant’Ignazio di Loyola “patroni secondari di Sulmona”, con voto unanime.

La protezione di san Francesco Saverio era invocata per le «continue piogge, grandini e tempeste» che danneggiavano i raccolti; Sant’Ignazio s’invocava perché assicurasse la sua protezione contro i demoni e contro gli incantesimi come «legature, fatture ed altre simili cose». Insomma, melius abundare, ‘meglio abbondare’ coi santi protettori e attrezzarsi a dovere non soltanto contro le intemperie e le calamità (che potevano mettere a rischio la stessa sopravvivenza della gente), ma anche contro le “legature” che, per credenza popolare, potevano porre in serio pericolo la stessa continuazione della specie umana, poiché in grado di provocare l’impotenza negli uomini e l’infertilità nelle donne.

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