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PRATOLA DIVISA SUL PREMIO: POLEMICHE SOCIAL E BUFERA SUL “LIKE” DELLA SINDACA A UN POST CONTESTATO

PRATOLA PELIGNA – Non si placano le polemiche seguite all’assenza della sindaca Antonella Di Nino alla XVII edizione del Premio Pratola, la manifestazione ideata e organizzata da Ennio e Pierpaolo Bellucci che da anni rappresenta uno degli appuntamenti culturali più prestigiosi della Valle Peligna.

Dopo il dibattito politico e le prese di posizione registrate nei giorni successivi all’evento, la discussione si è trasferita sui social network, dove il confronto si è fatto sempre più acceso, evidenziando una comunità sostanzialmente spaccata tra chi difende le scelte dell’amministrazione comunale e chi, invece, giudica ingiustificata l’assenza del primo cittadino a una manifestazione che negli anni ha contribuito a promuovere il nome di Pratola Peligna ben oltre i confini regionali.

Ad alimentare ulteriormente le tensioni è stato un “like” attribuito alla sindaca su un post pubblicato da un cittadino pratolano. Nel messaggio, riferendosi ai critici dell’amministrazione, si legge: «Come le lumache bavose escono dopo un temporale ma (quasi) sempre vengono schiacciate». Una frase che ha immediatamente suscitato reazioni indignate e numerosi commenti critici.

Tra coloro che hanno espresso pubblicamente il proprio dissenso c’è anche Andrea Sedici, noto stilista originario di Pratola Peligna, premiato nelle passate edizioni del Premio Pratola e considerato uno dei professionisti più apprezzati nel settore dell’alta moda sposa, con creazioni indossate da personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo.

In un lungo intervento pubblicato sui social, Sedici ha puntato l’attenzione non tanto sul post in sé quanto sul significato politico e istituzionale che potrebbe assumere l’apprezzamento espresso dal primo cittadino.

«Stasera ho avuto modo di leggere un post di un cittadino pratolano che con fare del tutto autoritario esprime con toni grevi ipotetiche azioni su cittadini contrari alle scelte politiche locali», scrive lo stilista. «Cito testuali parole: “come le lumache bavose escono dopo un temporale ma (quasi) sempre vengono schiacciate”. Già di per sé un ragionamento del genere implica che una diversità di pensiero non è tollerata».

Sedici prosegue spiegando di considerare quelle parole una libera espressione personale, pur definendole «di scarsissimo profilo umano e sub culturale». Ma il passaggio che ritiene più grave riguarda proprio il presunto consenso manifestato dal primo cittadino.

«C’è però un ma. Un ma pesante come un macigno. Il like del primo cittadino ad una così grave esternazione di incitazione alla violenza e all’odio sulla diversità», afferma.

Lo stilista si dice convinto che la sindaca possa aver apposto il proprio apprezzamento senza soffermarsi sul contenuto del messaggio e per questo le rivolge un appello pubblico.

«Invito il primo cittadino a togliere quel like nel ripristino di un clima di pace e di esempio di pace al quale il suo ruolo richiama. Lo esorto a portare nei fatti l’esempio di amorevolezza e rispetto per tutti i suoi cittadini, siano essi lontani dalla sua visione politica o con diverse posizioni personali».

Il messaggio si conclude con una considerazione simbolica proprio sulla metafora utilizzata nel post contestato.

«Le lumache non si schiacciano. Esse fertilizzano il terreno, aiutano l’ecosistema a funzionare e sono anche, mi permetta di dirlo, simpatiche a tanti. Sia gentile, tolga quel like».

Resta il fatto che, almeno fino a questo momento, l’appello pubblico rivolto da Andrea Sedici non è stato raccolto. Il ‘like’ della sindaca al post contestato è ancora presente e continua ad essere oggetto di discussione. Un elemento che contribuisce a mantenere alta la tensione in una vicenda che, partita dall’assenza istituzionale al Premio Pratola, si è trasformata in un caso politico e sociale capace di dividere profondamente la comunità pratolana.”

Un commento su “PRATOLA DIVISA SUL PREMIO: POLEMICHE SOCIAL E BUFERA SUL “LIKE” DELLA SINDACA A UN POST CONTESTATO

  • Giacomo Faggioni

    LE CORNA DELLE LUMACHE.
    Pulcinella spaventato dalle lumache. Si racconta che Pulcinella si spaventava delle lumache perché improvvisamente spuntavano le corna … e le schiacciava.

    È la classica condizione della sindrome dell’accerchiamento, il disagio dell’insicurezza, la percezione che l’ambiente circostante sia pieno di persone ostili e minacciose, pronte a cospirare contro.
    Per un amministratore pubblico è una iattura, è la condizione peggiore che possa trovarsi, perché manifesta uno stato psicologico di isolamento e paranoia.
    Si perde lucidità decisionale, si rompono i rapporti istituzionali e si assiste quasi sempre ad una gestione autoritaria della cosa pubblica, che sfocia in abuso di potere.
    L’amministratore inizia a percepire critiche legittime come complotti contro di sé, si perde lucidità e oggettività, si entra nel buco dell’isolamento, circondandosi esclusivamente di “fedelissimi”, cicisbei e lacchè, creando un cortocircuito che riduce l’efficienza della macchina amministrativa. Poi, prendono corpo le ritorsioni e si assumono comportamenti aggressivi, aprendo il campo a contenziosi amministrativi e legali.
    Quindi, morale della favola: quando un amministratore pubblico si spaventa delle corna delle lumache è meglio che smette di fare politica.
    È un sintomo che non va sottovalutato. Meglio riposarsi per un po’, staccare la spina, lasciare lo spazio agli altri e andare a fare delle belle e lunghe escursioni in montagna. Così, anche quelle povere lumache saranno salve e potranno continuare tranquillamente la loro esistenza.
    Pace e bene a tutti.

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