MATTEOTTI, L’AMICIZIA CON IL SULMONESE TROZZI E I SOGGIORNI A ROCCARASO
di GIUSEPPE FUGGETTA
Il 10 giugno 1924 squadristi fascisti rapirono ed uccisero il deputato socialista Giacomo Matteotti.
Il cadavere del leader del Partito socialista unitario sarĆ ritrovato solo nell’agosto successivo, nel bosco della Quartarella, nel comune di Riano.
Il delitto suscitò reazioni assai dure e per un momento il regime fascista, appena instaurato, ebbe a vacillare.
Il delitto Matteotti, come concordano gli storici, segnò l’inizio dell’antifascismo.
Ma il deputato di Fratta Polesine, provincia di Rovigo, ebbe legami anche con l’Abruzzo.
Anzitutto per la sua amicizia con un altro esponente socialista, Mario Trozzi, nativo di Sulmona, nel 1887, di famiglia originaria di Pescocostanzo. MorƬ improvvisamente nel 1932.
Trozzi fu eletto deputato per due mandati, nelle elezioni del 1919 e poi nel 1921, nel collegio di Aquila.
L’amicizia con Matteotti nacque nelle file del Psi.
Ma se Trozzi appartenne all’ala massimalista del Psi, frequentando anche esponenti del futuro Partito Comunista, come Gramsci e Bordiga, Matteotti fu invece leader dell’ala riformista. Con la scissione dell’ottobre 1922, a conclusione del congresso Psi di Roma, Matteotti ed altri riformisti fondarono il Partito Socialista Unitario, di cui lo stesso deputato veneto fu segretario nazionale. Ma un altro legame stabilƬ Matteotti con l’Abruzzo. Per oltre cinque anni il leader socialista ed i suoi familiari trascorsero periodi di vacanza tra le montagne abruzzesi, a Roccaraso, alloggiando nell’abitazione della famiglia di Tommaso Sabatini ed Ester Valentini. Famiglia con la quale i Matteotti conservarono ottimi rapporti. Durante la primavera del 1926, quando a Chieti si svolse il processo per il delitto, ai familiari di Matteotti fu impedito di presenziare al processo. Ma sotto la rigida sorveglianza delle autoritĆ fasciste fu loro consentito solo di abitare a Roccaraso. La moglie Velia, anche negli anni successivi al delitto, sempre ricorderĆ i periodi felici trascorsi a Roccaraso, come confermano alcuni recenti volumi dedicati alla vita del leader assassinato dai fascisti. Per questi motivi nel recente passato cittadini roccolani hanno proposto l’intitolazione di una piazza della cittadina a Giacomo Matteotti. Antonio Monti, presidente dell’associazione culturale “Amici della Musica Enrico Sabatini” fin dal 2006 propose all’allora governo regionale Del Turco l’insediamento di una sezione della Fondazione Matteotti proprio a Roccaraso. Iniziative che finora non hanno avuto buon esito e che di certo andrebbero riproposte, per conservare memoria del legame tra Matteotti e l’Abruzzo, ferma restando anche la memoria di un autorevole politico, che pagò con la vita la coraggiosa denuncia in Parlamento dei soprusi e delle violenze dell’allora nascente dittatura. Quel discorso del 30 maggio 1924, che avrebbe segnato dieci giorni dopo il suo destino.



