QUANDO BASTAVA L’UFFICIO DI COLLOCAMENTO!
di Luigi Liberatore
Il Comune di Sulmona è finito negli ingranaggi dell’ Anac, cioè della autorità nazionale anti corruzione, per l’assunzione di un paio di operai. È notizia di poche ore fa. Cari lettori, ci sono due ragioni per meravigliarsi e al loro interno più ragioni ancora per ridere, anzi motivi per piangere. La prima è che adesso pure per assumere un operaio sia necessario indire un concorso pubblico, non so se nella fattispecie sia semplicemente per titoli o titoli ed esami. Come se si trattasse di un concorso a cattedra o per entrare in magistratura. Un tempo, mi sembra, che per tali figure fosse necessario solo rivolgersi agli uffici di collocamento dalle cui liste si potesse attingere per avere personale disponibile e soprattutto specializzato. Le riforme attuate nel settore del lavoro e per il reclutamento del personale sono ridicole (legislatori e sindacati complici), sicché il Comune di Sulmona per poter assumere due operai ha dovuto mettere in piedi un carrozzone amministrativo, una commissione esaminatrice che si è arenata per un esposto indirizzato alla Autorità nazione anticorruzione sul presupposto che di quella commissione facciano parte componenti vicini agli esaminandi. Cari lettori, aveva 25 anni Giosuè Carducci quando venne chiamato a ricoprire la cattedra di eloquenza all’università di Bologna direttamente dal ministro della pubblica istruzione, Lorenzo Mamiani. Cosa voglio dire? Quello che capite da questa vicenda surreale che non sarebbe mai nata se ci fossero ancora gli uffici comunali di collocamento con liste già pronte per categorie speciali e mestieri ordinari. E, per quanto riguarda questo caso specifico, la superficialità o lo scarso spessore in tema amministrativo dimostrato dal Comune di Sulmona che finisce nei guai pure per assumere due operai. La legislazione in materia è quella che è, ma gli interpreti fanno peggio delle norme…



Il vecchio e caro Ufficio di collocamento. Conservo ancora il mio primo “ libretto di lavoro “, avevo quindici anni e andai a lavorare in un “ cantiere forestale “, addetto a segnare i gradoni seguendo le curve di livello della montagna con il metodo della “ Stadia”.
Fateci caso, da quando l’hanno trasformato in ‘ Centro per l’impiego’ … praticamente non hanno avviato al lavoro più nessuno.
Bisognerebbe ripristinarli e far passare tassativamente tutte le assunzioni attraverso questi UFFICI, com’era una volta, allineando in tempo reale i dati con l’Inps, in caso di violazione chiusura immediata dell’ azienda interessata. Oltre alle sanzioni penali e amministrative. Poi vedremo chi ha ancora voglia di sfruttare il sistema del “ Caporalato “.