PREMIO PRATOLA, BELLUCCI REPLICA: “NON CERCO POLEMICHE, PARLANO I FATTI DI UNA VITA”
di Ennio Bellucci
Non ho alcuna intenzione di alimentare polemiche inutili, sterili e pretestuose. Quello che ho fatto nella mia vita professionale e civile è sotto gli occhi di tutti e non necessita di particolari spiegazioni. Parlano i fatti, parlano l’impegno, la trasparenza, l’onestà, l’altruismo e la dignità che hanno sempre accompagnato il mio percorso umano e associativo.
La vicinanza e la frequentazione di grandi personalità della cultura, del giornalismo, dello sport, della solidarietà e dell’impegno civile mi hanno consentito negli anni di apprendere insegnamenti preziosi che cerco di mettere in pratica quotidianamente. Per questo motivo respingo ogni tentativo di trascinarmi in una disputa che non ho cercato e che non mi appartiene.
Non raccoglierò provocazioni né ricostruzioni strumentali finalizzate a giustificare azioni amministrative che giudico inadeguate e insufficienti. Come recita un antico detto, le bugie hanno le gambe corte. Ancora più grave è quando si mente sapendo di mentire.
Per quanto riguarda accuse e giudizi su arroganza, supponenza o tracotanza, lascio serenamente ad altri ogni ulteriore valutazione. Nella vita è importante scegliere chi avere vicino, ma è altrettanto importante sapere chi tenere lontano, anche come forma di autotutela personale.
Posso dire, senza alcuna presunzione, che avvicinandomi alla soglia degli “anta” continuo a camminare a testa alta. Non sono mai stato abituato a denigrare nessuno né a cercare di mettere in cattiva luce le persone.
Mi riconosco pienamente nelle parole di Ignazio Silone: «La libertà è la possibilità di dubitare, di dire no a qualsiasi autorità religiosa, civile, militare e politica». Viva la libertà.
Quanto alle tante discussioni sulle “sedie vuote”, a me è bastato vedere quelle occupate. Occupate da numerosi cittadini di Pratola Peligna, Sulmona e dei centri vicini. Occupate da illustri personalità del mondo dello sport, da rappresentanti della cultura, da associazioni, sindacati e dal mondo del lavoro. Una partecipazione ampia e qualificata che rappresenta la migliore risposta possibile.
Desidero ribadire ancora una volta che non ho cercato né voluto alcuna polemica. La domanda che ha dato origine a questa vicenda non l’ho posta io. Tuttavia, risposte che sfiorano la calunnia e la denigrazione personale non possono essere ignorate né lasciate passare sotto silenzio.
Infine, una riflessione sulle contribuzioni ricevute nel corso degli ultimi otto anni: appena mille euro complessivi regolarmente rendicontati. Eppure siamo andati avanti lo stesso e continueremo a farlo con dignità, determinazione e coraggio. Continueremo a lavorare per dare a Pratola una visibilità nazionale e internazionale che vale molto più di mille parole, di tanti proclami e di promesse rimaste tali.
Il Premio Pratola continuerà a essere un patrimonio della comunità, costruito con passione, sacrificio e amore per il territorio. Questo è ciò che conta davvero.




…..non Ti curare. Risposta elegante e pacata, con la classe e lo stile che ti ha sempre contraddistinto. Rimani sereno e prosegui a testa per la tua strada.
Noi e siamo tanti, apprezziamo quello che hai tatto e fate.Con impegno, passione e intelligenza.Continua….con forza e determinazione….come hai detto….piu’ che opportunamente viva la liberta’.W il fantastico Premio che dotre 15 anni fai,fate, dando lustro e prestigio alla nostra comunita’ cittadina.Grazie.
Caro Ennio,
gli ….anta son cosi’ vicini,
che la pazienza di una vita vissuta sempre in prima linea,
viene messa a dura prova.
Forza e coraggio,non ci abbandoniamo a polemiche e,si continui sulla strada tracciata da decenni,per dare sempre maggior risalto all’evento che pone la nostra umile comunita’ pratolana,agli splendori della nazione, fosse solo anche per 1 solo giorno.
Forza Pratola Forza Ennio
Scusa Ennio, ma il contributo richiesto è stato di 1.000 euro come gli ultimi 8 anni, oppure di 5.000 euro come dice il comunicato di autodifesa dell’apparato comunale che, ho avuto l’impressione, sia ben attrezzato a schizzare fango? Il particolare non è di poco conto. Gaetano
LE CORNA DELLE LUMACHE.
Pulcinella spaventato dalle lumache. Si racconta che Pulcinella si spaventava delle lumache perché improvvisamente spuntavano le corna … e le schiacciava.
È la classica condizione della sindrome dell’accerchiamento, il disagio dell’insicurezza, la percezione che l’ambiente circostante sia pieno di persone ostili e minacciose, pronte a cospirare contro.
Per un amministratore pubblico è una iattura, è la condizione peggiore che possa trovarsi, perché manifesta uno stato psicologico di isolamento e paranoia.
Si perde lucidità decisionale, si rompono i rapporti istituzionali e si assiste quasi sempre ad una gestione autoritaria della cosa pubblica, che sfocia in abuso di potere.
L’amministratore inizia a percepire critiche legittime come complotti contro di sé, si perde lucidità e oggettività, si entra nel buco dell’isolamento, circondandosi esclusivamente di “fedelissimi”, cicisbei e lacchè, creando un cortocircuito che riduce l’efficienza della macchina amministrativa. Poi, prendono corpo le ritorsioni e si assumono comportamenti aggressivi, aprendo il campo a contenziosi amministrativi e legali.
Quindi, morale della favola: quando un amministratore pubblico si spaventa delle corna delle lumache è meglio che smette di fare politica.
È un sintomo che non va sottovalutato. Meglio riposarsi per un po’, staccare la spina, lasciare lo spazio agli altri e andare a fare delle belle e lunghe escursioni in montagna. Così, anche quelle povere lumache saranno salve e potranno continuare tranquillamente la loro esistenza.
Pace e bene a tutti.
E se alla sua versione personale versione, le venisse contrapposta la possibile figura teatrale veneziana di Pantalone, ovviamente ad altrui persona e comunque in strettissima relazione alla diatriba aperta,può con altrettanta certezza che non sia Pantalone a pagare?
Pace e bene anche a te.