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TRA CELESTINO V E IGNAZIO SILONE. IL PREMIO PRATOLA DI ENNIO E PIERPAOLO BELLUCCI CHE HA SVALICATO I MONTI SACRI D’ABRUZZO

di Giosafat Capulli 

L‘AQUILA – Eravamo lì, sabato pomeriggio, con Claudio, Giuseppe, Domenico, Gioia, Annalisa e Luigi. Vale a dire tutti Noi di ReteAbruzzo, al Premio Pratola. Di fronte all’altare della Badia. Quel luogo sacro e ascetico dove Ignazio Silone ha trovato lo spunto letterario per scrivere la sua opera teatrale “L’Avventura di un Povero Cristiano”. Quel luogo dove Celestino V ha lasciato l’impronta indelebile dell’Età dello Spirito Santo, dalla Trilogia Universale della storia di Gioacchino Da Fiore. E noi di ReteAbruzzo lì, ad essere premiati da quel giornalista mago che è Ennio Bellucci e da suo figlio, il collega Pierpaolo. Due persone che hanno coltivato un premio, appunto Il Premio Pratola, che è diventato un appuntamento culturale di livello nazionale e internazionale. E noi lì, giornalisti di provincia, artigiani della notizia, uomini e donne che la professione l’hanno sempre interpretata nella piena libertà, senza padrini, né padroni. Premiati per esserci distinti nell’ambito dell’informazione web regionale. Claudio Lattanzio, io e gli altri. Un manipolo di giornalisti, alcuni invecchiati tra carta stampata, radio e tv. Persone entusiaste, anche quelle coi capelli imbiancati dal tempo che inesorabilmente richiama alla vita che scorre. La penna brillante, sarcastica, dissacrante e lucida di Luigi Liberatore; quella tenacia che da sempre contraddistingue Claudio Lattanzio; le giovani Gioia e Annalisa, con la loro voglia di vivere in mezzo al mare sconfinato delle notizie; con Domenico Verlingieri e la sua leggerezza nel riportare fatti di ogni natura; e il mite e scrupoloso Giuseppe Fuggetta, uno di quelli che dà fiducia e la diffonde in redazione. Di me non oso parlare. Non ne ho la competenza. Né il titolo. E poi Ennio, il giornalista mago che di Pratola Peligna è il Console Onorario, con le sue chicche in dialetto pratolano. In ultimo, ma non per importanza, il ruolo di Pierpaolo Bellucci: tenace, saggio, riflessivo, ma determinatissimo. Un premio che nasce con Ennio e Pierpaolo: Un premio che ha scalato il Morrone, la Maiella ed il Gran Sasso, il Velino e il Sirente. Un premio che richiama personalità di ogni disciplina e professione da tutta l’Italia. In sintesi raccoglie il meglio, che una volta all’anno si inchina di fronte a quel luogo sacro che ha respirato l’odore della santità di Papa Celestino V (il Benedettino Pietro Angelerio dal Morrone), e che ha affascinato e sedotto quel gigante della letteratura abruzzese e mondiale che è stato e resta il marsicano Ignazio Silone.

Un commento su “TRA CELESTINO V E IGNAZIO SILONE. IL PREMIO PRATOLA DI ENNIO E PIERPAOLO BELLUCCI CHE HA SVALICATO I MONTI SACRI D’ABRUZZO

  • Gios…straordinario…..
    come il Premio e chi lo ha inventato e fatto crescere anno dopo anno…con impegno passione intelligenza e abnegazione….con poche risorse ma con la grande capacita’ e l’intuito di chi ama la propria terra d’origine e il proprio ” mestiere” …Bravissimi.

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