QUELLA SEDIA VUOTA CHE CHIEDE UNA RISPOSTA
di Claudio Lattanzio
C’era una sedia vuota, ieri pomeriggio, nell’Abbazia di Santo Spirito al Morrone. Una sedia che non è passata inosservata tra il pubblico, gli ospiti e gli organizzatori del XVII Premio Nazionale Pratola, una manifestazione che da anni rappresenta uno dei momenti culturali più prestigiosi dell’intera Valle Peligna.
Era la sedia riservata alla sindaca di Pratola Peligna, Antonella Di Nino, invitata ufficialmente come avviene da sempre per il primo cittadino del paese. Una presenza considerata naturale e istituzionale per un evento che porta il nome di Pratola ben oltre i confini regionali. Eppure quella sedia è rimasta vuota.
Fin qui potrebbe trattarsi di una semplice assenza. Ciò che ha sorpreso gli organizzatori è però il fatto che, a loro dire, non sarebbe arrivata alcuna comunicazione preventiva né una giustificazione successiva. Un silenzio che ha inevitabilmente alimentato interrogativi tra quanti hanno preso parte alla cerimonia.
Eppure il Premio Pratola non è un evento qualsiasi. Nato nel 2012 per iniziativa dell’associazione culturale “Futile Utile”, guidata da Ennio e Pierpaolo Bellucci, è riuscito nel corso di diciassette edizioni a costruire una credibilità che pochi appuntamenti culturali abruzzesi possono vantare.
Non distribuisce denaro. Non mette in palio assegni o compensi. Ai premiati vengono consegnati una targa, alcuni prodotti tipici del territorio e la tradizionale caricatura realizzata dall’artista Pasqualone. Un riconoscimento dal valore economico simbolico ma dal forte significato culturale e umano.
E allora cosa spinge giornalisti, scrittori, sportivi, artisti e personalità delle istituzioni ad affrontare trasferte di centinaia di chilometri per raggiungere Pratola Peligna?
La risposta è semplice: il prestigio conquistato negli anni dalla manifestazione.
Basta leggere l’albo d’oro. Da Sergio Zavoli a Oliviero Beha, da Riccardo Cucchi a Gian Antonio Stella, da Ferruccio De Bortoli a Enrico Mentana, da Sigfrido Ranucci a Francesca Fagnani. E ancora Dacia Maraini, Moni Ovadia, Lino Guanciale, Giorgio Pasotti, Federico Buffa, Arrigo Sacchi, Gianni Letta, Giovanni Legnini e il generale Francesco Paolo Figliuolo.
Un elenco che racconta meglio di qualsiasi slogan la dimensione raggiunta dal Premio Pratola, capace di ospitare in diciassette anni oltre cento personalità di rilievo nazionale.
Anche l’edizione 2026 ha confermato il livello della manifestazione, con la partecipazione di figure autorevoli del giornalismo, della cultura e dello sport. Un patrimonio costruito con passione e sacrificio dagli organizzatori e sostenuto nel tempo dalla comunità locale.
Per questo motivo l’assenza della sindaca ha lasciato perplessi molti presenti. Nessuno mette in discussione il diritto di un amministratore a non partecipare a un evento. Gli impegni istituzionali e personali possono sempre intervenire. Quello che oggi viene chiesto è semplicemente una spiegazione.
Perché la prima cittadina non era presente? C’era un impedimento improvviso? Una scelta politica? Un’altra ragione?
Domande legittime che non nascono dalla polemica ma dall’importanza che il Premio Nazionale Pratola riveste per il paese.
Quella sedia vuota, ieri, è diventata il simbolo di una domanda rimasta senza risposta. E una risposta, a questo punto, la attendono non soltanto gli organizzatori ma anche molti cittadini di Pratola Peligna che considerano il Premio uno dei biglietti da visita più prestigiosi della loro comunità.




* Gaetano Villani. Provo a rispondere io caro Direttore. Ci sono sindaci che incarnano la parte peggiore della politica. Vestono i panni dei vecchi Podestà e credono di avere i poteri assoluti, non sapendo o fingendo di non sapere, che il sindaco non comanda, ma governa la Città. Non ci sono giustificazioni all’assenza! Non è mancato il sindaco di Pratola è mancata la Città di Pratola. E questo è un fatto gravissimo. Ho conosciuto la sindaca Di Nino e devo dire che il suo comportamento non mi stupisce affatto. * già Presidente del consiglio comunale di Manoppello.
Rispetto il giudizio espresso dal Sig.Villani,ma non lo condivido in tutte le sue parti.
E’ una libera scelta partecipare o no,ma concordo appieno quanto si parla di “rappresentanza istituzionale”.
IL Sindaco rappresenta la
Citta’ di Pratola,quindi e’ la voce di tutti i cittadini,
sicuramente non e’ stato un bel segnale dato all’esterno,non avendo partecipato all’evento,che segnalo a mia volta,
un unicum per Pratola,
per la Valle Peligna e per
l’Abruzzo intero.
Caro Daniele, quando si riveste la carica di sindaco, non si è più liberi di scegliere a piacimento, ma si ha l’obbligo di agire nel supremo interesse degli amministrati e della città. E ieri la città doveva essere seduta in quella sedia vuota. Piaccia o non piaccia. Le questioni personali si lasciano fuori della porta del Comune. Altrimenti nella vita si sceglie di fare altre cose e non l’amministratore pubblico. Parlo per aver amministrato la mia città per 25 anni. Gaetano Villani.
Caro Gaetano,
altri tempi direi io,comunque
sia,confermo da ex “-veterano”Amministratore comunale del mio Paese, che non essere presenti e non rappresentati come Citta’, non e’ stato affatto un bel messaggio per tutti.
Con stima,
Caro Daniele, sono molto d’accordo. Gaetano.