VITELLI IN CONDIZIONI CRITICHE, DENUNCIATO IMPRENDITORE DI RAIANO
RAIANO – Ventuno vitelli sarebbero stati abbandonati all’interno della Riserva naturale delle Gole di San Venanzio e, secondo quanto denunciato da un allevatore di Raiano, si troverebbero in condizioni di grave difficoltà alimentandosi dei rifiuti lasciati dai visitatori dell’area protetta.
La segnalazione è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Sulmona, che ha aperto un fascicolo d’inchiesta per l’ipotesi di maltrattamento di animali. A seguito della denuncia, i carabinieri forestali di Sulmona hanno effettuato un sopralluogo nella riserva, verificando lo stato dei luoghi e trasmettendo gli atti al servizio veterinario competente della Asl 1.
Dalle prime verifiche, gli animali apparterrebbero a un imprenditore agricolo che è stato denunciato dai militari.
Lo stesso imprenditore, nelle settimane scorse, era già stato deferito all’autorità giudiziaria per presunte irregolarità relative al tracciamento di circa trenta capi bovini custoditi nella propria stalla alle porte del paese.
La vicenda degli animali presenti nella riserva si inserisce inoltre in un contenzioso civile tra due allevatori. Sul caso è intervenuto il tribunale con un provvedimento riguardante la gestione del bestiame e l’utilizzo di una proprietà agricola oggetto di controversia tra le parti.
Il provvedimento ha stabilito tempi e modalità per la rimozione degli animali e per l’accesso alle aree interessate.
Nel corso dell’ultima udienza sarebbe emerso che una parte del bestiame era già stata trasferita prima del deposito di una delle istanze presentate in giudizio. Resterebbero tuttavia circa venti capi detenuti da un custode ma appartenenti a un soggetto terzo.
La permanenza degli animali nella stalla e le modalità di approvvigionamento del fieno avrebbero generato ulteriori criticità operative. Tra gli episodi richiamati in aula figura anche il ribaltamento di un trattore impiegato per il trasporto del foraggio lungo una strada ritenuta abusiva, realizzata su un terreno confinante.
Circostanza che avrebbe contribuito ad alimentare il contenzioso relativo all’accesso all’area.
Nel procedimento è stato inoltre evidenziato che alcuni tentativi di accesso ai luoghi sarebbero stati limitati, in particolare per mezzi non direttamente destinati alle attività necessarie alla gestione del bestiame.
Nel frattempo, a carico dell’imprenditore agricolo risultano aperti anche altri procedimenti. In particolare, il 26 aprile scorso, durante un controllo congiunto dei carabinieri e della Asl, l’uomo è stato sanzionato per la somministrazione ai bovini di alimenti non tracciati.
Secondo quanto accertato dai militari, i rifiuti prodotti nell’ambito della sua attività sarebbero stati utilizzati come alimentazione per gli animali.


