ABBIAMO COLTO NEL SEGNO. LIBERTA’ DI INFORMAZIONE, SCORRETTEZZE E NOI DI RETEABRUZZO
L’AQUILA- ReteAbruzzo, la politica comunale aquilana e qualche scorrettezza di un ufficio stampa. ReteAbruzzo ĆØ entrato appieno nel mondo dell’informazione aquilana. Ce lo dicono i dati dei lettori, i famosi numeri che i sistemi di ultima generazione analizzano con un algoritmo formidabile. Ce lo dicono le piccole scorrettezze dell’ufficio stampa del Comune, che qualche volta invia alla mail di riferimento del giornale a L’Aquila, comunicati stampa alle 2 del mattino, dopo averli inviati il giorno prima alle testate “amiche” del governo comunale. Siamo vecchi del mestiere, non pratichiamo censure, e questi giochini come a far intendere agli aquilani che “ReteAbruzzo arriva il giorno dopo, a notizia giĆ pubblicata da altre testate il giorno prima”, sa molto di piccola, misera strategia politica. Questa mia non ĆØ una lamentazione, ma la prova certa che questo giornale online sta assolvendo con dignitĆ professionale e correttezza il compito che ĆØ assegnato a ogni giornalista per codice deontologico: “Cani da guardia contro gli eventuali abusi del potere, a tutela dei cittadini. Non cani da compagnia”. Cercare di far apparire straordinaria ogni attivitĆ politica e amministrativa di chi governa la cittĆ non ĆØ il nostro compito. Noi facciamo quel che la professione richiede: fare le pulci al potere. Un esempio per tutti. Sono anni che si sta cercando di realizzare 40 metri lineari di ponte. Chiaramente parlo del Ponte Belvedere. Anni, non mesi. Lo ricordiamo a volte sul giornale, ed ecco che un gruppetto di “tifosi ultras” del nulla, sui social ci riempiono di insulti, anche personali. Anche questa ĆØ prova certa che ReteAbruzzo sta cogliendo nel segno. Sappiano i lettori che i nostri editori di riferimento sono loro e solo loro. E ricordino che senza “veritĆ sostanziale dei fatti e analisi degli stessi” non vi ĆØ informazione, ma solo comunicazione interessata. Un modo “scorretto” nei confronti dei cittadini per distogliere l’attenzione dai problemi veri della CittĆ e del suo comprensorio.Ā Noi di ReteAbruzo, ĆØ bene ribadirlo, non siamo in vendita. Quindi nessuno provi a comprarci. Non siamo merce, ma giornalisti che nella propria dignitĆ personale e professionale trovano quella sensazione unica di gioia che si riassume in una sola parola: LIBERTA’.Ā Ā Ā Ā





