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BEVE DISERBANTE SCAMBIANDOLO PER THE FREDDO E FINISCE IN OSPEDALE

Beve diserbante scambiandolo per tè freddo: operaio finisce in ospedale, due indagati

CASTEL DI SANGRO – Una bottiglia apparentemente innocua, con l’etichetta di una nota bevanda al tè freddo, si è trasformata in una trappola che poteva avere conseguenze ben più gravi. Un operaio di circa 40 anni è finito in ospedale dopo aver ingerito accidentalmente del diserbante mentre era impegnato in alcuni lavori di giardinaggio in un’abitazione privata di via Scarpitti.

L’episodio si è verificato nei giorni scorsi e ha portato all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica di Sulmona. Secondo la ricostruzione effettuata dai carabinieri della compagnia di Castel di Sangro, guidati dal capitano Giuseppe Testa, l’uomo stava lavorando insieme a un collega e al proprio superiore quando ha bevuto il contenuto di una bottiglia di plastica che riportava il marchio di una nota bevanda analcolica.

In realtà all’interno del contenitore non c’era tè freddo, ma un prodotto chimico utilizzato per il trattamento delle aree verdi. L’operaio avrebbe quindi ingerito la sostanza convinto di bere una normale bevanda.

Le indagini hanno evidenziato una serie di presunte negligenze. Il diserbante sarebbe stato travasato in contenitori non originali, alcuni dei quali riportavano etichette di prodotti destinati al consumo alimentare. Inoltre, secondo quanto emerge dagli atti, non sarebbero stati apposti avvisi adeguati sul contenuto delle bottiglie né sarebbero state fornite informazioni chiare al lavoratore, che avrebbe avuto difficoltà nella comprensione della lingua italiana.

Dopo l’ingestione, l’uomo ha accusato un malore ed è stato trasportato all’ospedale di Castel di Sangro. I medici gli hanno diagnosticato una gastrite provocata dalla sostanza chimica, giudicata guaribile in 21 giorni.

La Procura ha disposto il sequestro delle bottiglie coinvolte nell’incidente. Tra queste vi sarebbero un contenitore privo di etichetta e un altro contrassegnato con il marchio di una bevanda commerciale. Il provvedimento è stato eseguito dai carabinieri, che hanno contestualmente notificato gli avvisi di garanzia a due persone.

Si tratta di un 40enne e di un 43enne, rispettivamente superiore e collega dell’operaio, entrambi indagati per lesioni personali colpose in concorso.

La vicenda è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria, che ha interessato anche i servizi competenti della Asl 1 per gli accertamenti in materia di sicurezza e gestione delle sostanze potenzialmente pericolose nei luoghi di lavoro. Le indagini dovranno chiarire eventuali responsabilità e verificare se siano state rispettate tutte le procedure previste dalla normativa vigente.

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