PREMIO ULE 2026 A BARONE E SCATOLA
Premio ULE 2026 a Francesco Barone e Claudio Scatola: riconoscimento per l’impegno umanitario in Africa
BUSSI SUL TIRINO – Saranno il professor Francesco Barone e il dottor Claudio Scatola i destinatari del Premio ULE (Università della Libera Età) 2026, il prestigioso riconoscimento che ogni anno celebra personalità distintesi per il loro contributo nei campi della cultura, della solidarietà e dell’impegno civile. La cerimonia di consegna si terrà venerdì 5 giugno, alle ore 17, nella sala consiliare del Comune di Bussi sul Tirino.
La scelta dell’Università della Libera Età è ricaduta su due figure accomunate da una lunga e concreta attività umanitaria nel continente africano, dove da anni operano al servizio delle popolazioni più fragili e colpite da povertà, guerre e crisi sanitarie.

Francesco Barone, Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo, ha alle spalle una straordinaria esperienza maturata attraverso 64 missioni umanitarie effettuate in Ruanda, Burundi, Senegal e Repubblica Democratica del Congo. A metà giugno partirà per il suo sessantacinquesimo viaggio solidale. Nel corso degli anni ha promosso e sostenuto la consegna di alimenti, medicinali e indumenti alle comunità più bisognose, contribuendo inoltre alla costruzione di scuole e strutture educative per garantire l’accesso all’istruzione a centinaia di bambini in condizioni di vulnerabilità.

Accanto a lui sarà premiato il dottor Claudio Scatola, medico di origini campane e coordinatore dell’organizzazione “Operatori Sanitari nel Mondo”, realtà impegnata in numerosi Paesi africani tra cui Congo, Sudan, Burkina Faso e Nigeria. Negli ultimi anni Scatola ha operato soprattutto nelle regioni del Nord e Sud Kivu, aree della Repubblica Democratica del Congo devastate da conflitti armati che continuano a provocare migliaia di vittime. Attraverso il suo lavoro medico e umanitario ha contribuito a contrastare la malnutrizione infantile e a garantire cure sanitarie a persone affette da gravi patologie, spesso in contesti di estrema emergenza.
Il Premio ULE si conferma così un riconoscimento attento non solo alla cultura ma anche ai valori universali della solidarietà e della pace. Negli anni passati il premio è stato assegnato a personalità di rilievo nazionale e internazionale come Dacia Maraini, Laura Efrikian, Ennio Bellucci e Antonella Nuzzaci.
«Quest’anno, alla luce di quanto sta accadendo nel mondo a causa delle numerose guerre in corso, abbiamo deciso di conferire il Premio a due uomini impegnati concretamente per la pace, la solidarietà e i diritti umani», spiega Nino Di Tillio, componente del direttivo dell’Università della Libera Età.
La cerimonia rappresenterà un momento di riflessione e testimonianza sul valore dell’impegno umanitario e sulla necessità di continuare a sostenere chi opera quotidianamente nelle aree più difficili del pianeta, portando aiuto concreto e speranza alle popolazioni colpite da guerre, fame e povertà.



