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MONTE SAN COSIMO? LA SINDROME PELIGNA DI NIMBY…

Monte San Cosimo? La sindrome peligna di Nimby…

di Luigi Liberatore
Ci sono tante ragioni per festeggiare il 2 giugno. Ma tante e poi tante: La nascita della Repubblica, il suffragio universale, cioè l’estensione del voto alle donne, la nomina dei Costituenti, la ratificazione del Referendum come strumento della riconquistata democrazia, e poi la riaffermazione di quel sentimento che  accompagna da sempre lo spirito umano. La libertà. Poi ci sono le varianti territoriali al 2 giugno che si discostano dalla interpretazione autentica per sfociare in ramificazioni autoctone come un fiume a delta, a seconda cioè delle influenze. In questo caso caratterizzate da “ascendenze” pseudo politiche, come in Valle peligna, dove non so quante associazioni e sigle ambientaliste (spesso costituite da uno o tre persone come quelle società farlocche il cui capitale è di pochi euro) si sono radunate all’ingresso dell’area militare di San Cosimo per chiederne la restituzione a fini civili. Il problema che ossessiona questa come altre analoghe parate è che monte san Cosimo sia un pericolo per il territorio in quanto militarmente rappresenta un obiettivo sensibile e che in caso di guerra potrebbe portarci il bombardamento in casa. Lo dicono da ottanta anni, sicché oggi come ieri, coi loro stazzonati striscioni davanti a San Cosimo, sono emblema o latori in buona fede di un pericolo immaginario che veicolano con due soluzioni entrambe sconsiderate o risibili. La prima che l’area di san Cosimo debba essere restituita dal demanio militare ai comuni per essere utilizzata a fini agricoli, come se fossimo storicamente all’età del latifondo. La seconda, che militarmente la zona di san Cosimo sia disinnescata, nel senso che sia portata altrove. Ecco la sindrome peligna di Nimby: Non nel mio giardino. L’area militare di san Cosimo, con tutta la sua leggenda, è un caveau, peraltro vuoto come è stato raccontato dal senatore socialista sulmonese, Michele Celidonio, uomo di grande spessore, il quale disse, dopo averle visitate, che in quelle gallerie non ci fosse nulla di cui aver timore. Orbene, teniamoci san Cosimo. Lasciamo che quell’area sia legata pure ad esigenze militari tanto i nostri generali di guerre non se ne intendono e non le faranno. Teniamoci san Cosimo così com’è, non fosse altro per dare un argomento alle  declinanti e sorgenti associazioni pacifiste che nascono la mattina del 2 giugno per morire il pomeriggio dello stesso giorno. Da ottanta anni…

6 commenti riguardo “MONTE SAN COSIMO? LA SINDROME PELIGNA DI NIMBY…

  • Il problema è che loro pensano che demilitarizzando si ottiene la pace.

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  • Mario Pizzola

    Teniamoci San Cosimo? No, teniamoci Liberatore, così ci tiene allegri con le sue facezie abborracciate. Per la cronaca: Celidonio disse l’esatto contrario di ciò che gli attribuisce il “nostro”. Si vede che le spara senza documentarsi.

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  • l alto tasso di tumori nelle zone adiacenti non ti fa sospettare niente ?

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  • Luigi Liborio Mario Liberatore

    Questa volta il mio omonimo ha preso un granchio, “ha toppato” come si dice in gergo nella zecchinetta. 1- a San Cosimo gli armamenti ci sono, eccome, 2- certamente non si può dare per buona una constatazione di mezzo secolo fa 3- quei tanti etteari di terreno sono i più incontaminati e produttivi del centro Abruzzo, mai coltivati e dove i trattori e tosaerba sono sempre stati i greggi di pecore (per evitare il pericolo di incendi) e per questo motivo valgono oro per l’agricoltura biologica le cui migliori aziende Italiane farebbero a gara per investirci. Caro omonimo iniziate a guardare l’intero territorio e non solo nel vostro orticello.
    Luigi Liborio Mario Liberatore

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    • Infatti abbiamo bisogno di quelle terre dato che quelle esistenti sono già tutte coltivate.

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